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Discussione: BBA: alghe a pennello, alghe a ciuffi, alghe nere o come volete chiamarle :)

  1. #1
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    Predefinito BBA: alghe a pennello, alghe a ciuffi, alghe nere o come volete chiamarle :)



    Alghe nere, alghe a pennello, alghe a barba... talvolta le chiamano alghe a spazzola...
    C'è una famiglia di simpatiche amiche (???) dei nostri acquari, che prendono nomi differenti in relazione all'aspetto.
    Sono universalmente note con la sigla BBA, che in origine significava "Black Brush Algae".

    La traduzione in Italiano sarebbe "alghe nere a pennello", ma qualche buontempone ha deciso di chiamarle "Black-Beard Algae", in ricordo del famoso pirata del '700.

    Oggi è piuttosto comune sentirle definire con questo nome, che in Italiano sarebbe "alghe Barbanera", forse perché gli acquariofili ne sono terrorizzati, quasi come i comandanti dei galeoni nel XVIII secolo.



    Appartenenti alla famiglia delle Rhodophyta, sono diversificate in oltre 4000 specie, ma quasi tutte marine.
    Solo alcune di esse si sono adattate all'acqua dolce, e sono proprio quelle che c'interessano.


    Gli errori più comuni

    Sono anni che si discute, su cosa le favorisca e su come si debbano combattere, ma ognuno dice la sua aumentando la confusione già esistente.
    Il caos nasce dalla diffusa abitudine di intervenire su più fronti contemporaneamente.

    Solitamente, l'acquariofilo non è un ricercatore, e non è abituato ai metodi scientifici.
    Vedendo le BBA nel suo acquario, preoccupatissimo da quello che legge in giro, comincia ad intervenire su tutto: cambi d'acqua frequenti e cospicui, talvolta addirittura quotidiani, continue sifonature del fondo, abuso dell'acqua di osmosi, alterazioni di pH e temperatura, sostituzione delle lampade, sospensione della fertilizzazione...
    ...Fino ad arrivare al punto di non ritorno: gli alghicidi a base di rame, che spesso danneggiano la vegetazione, lasciando lì proprio quei pennelli che voleva eliminare.



    Nel 90% dei casi, tutto questo porta ad un netto peggioramento della situazione.
    Il più delle volte le alghe aumentano. Le BBA si riproducono e proliferano, in più cominciano ad aggiungersi cianobatteri e filamentose.
    Le piante iniziano ad abbruttirsi, appassiscono senza riuscire a riprendersi; anche i pesci cominciano a risentire dello stress perdendo vivacità e colore. Talvolta si ammalano e muoiono.

    Una vera catastrofe, la cui responsabilità viene data.... alle povere BBA!
    ...Non ai disastri che abbiamo fatto noi, nel tentativo di liberarcene.


    La luce

    A differenza delle filamentose, le BBA sono piuttosto sensibili allo spettro di emissione delle lampade.
    La loro arma principale si chiama Ficoeritrina, un pigmento fotosintetico di cui sono particolarmente ricche, ma che risulta poco presente nelle piante superiori.

    Come si vede dal grafico, la Ficoeritrina ha una sensibilità alla luce particolarmente limitata.



    E' efficace soltanto in un range ristretto di lunghezze d'onda, centrato sul valore di 570 nm (nano-metri).
    Quell'intorno corrisponde alla radiazione che noi interpretiamo come colore giallo-verde, ed è molto importante per lo sviluppo delle alghe a pennello.

    Le comuni lampade fluorescenti, che spesso vengono usate in acquario al posto di quelle specifiche, vengono talvolta incolpate di essere responsabili della presenza di queste alghe.
    Le cose non stanno affatto così.

    Osservando lo spettro di emissione di due comunissime trifosforo, ci accorgiamo che c'è un vero e proprio "buco" esattamente in corrispondenza dei 570 nm.
    Questo vale sia per le lampade da 4000 K, sia per quelle da 6500 K.



    Comuni lampade Philips (6500 K e 4000 K)
    Per quanto riguarda le lampade specifiche (per acquario dolce), va detto che neanche loro emettono luce in quella zona dello spettro, proprio per evitare di alimentare le BBA.
    Tuttavia, per motivi legati al gusto estetico dell'acquariofilo, in alcune vasche vengono installate lampade a temperatura di colore molto alta.
    Si tratta di prodotti che andrebbero impiegati nell'acquario marino, ma spesso le scelte si fanno solo sul "mi piace" o "non mi piace", senza capire che questo può produrre conseguenze spiacevoli.

    Ripropongo il primo grafico, per mostrare come la Ficoeritrina torni ad essere efficace su l'unghezze d'onda molto basse, ovvero nella zona del violetto e soprattutto dell'ultravioletto:



    Quando una lampada arriva a gradazioni di 8-9000 K, o anche oltre, ha delle componenti piuttosto forti in quell'area.
    In altre parole, se si decide di andare su lampade specifiche, bisogna saperlo fare.
    Non è sufficiente che venga comprata in un negozio di acquaristica, per ritenerla efficace contro le BBA.

    Infine, va detto che la Ficoeritrina non è il loro unico pigmento. È solo un'arma in più.
    Dispongono di Clorofilla a e Clorofilla d, più una significativa quantità di ß-Carotene.
    Pertanto, l'assenza di luce a 570 nm serve ad impedire un'invasione incontenibile di BBA, ma non permette di eliminarle completamente dall'acquario.

    È importante anche l'invecchiamento della lampada.
    I fosfori nuovi bloccano quasi completamente il passaggio di ultravioletti, ma non si può dire lo stesso di una lampada che ha due anni di vita.
    È per questo che la Dennerle ricopre i suoi tubi fluorescenti con uno schermo anti-UV, ed è proprio quest'idea geniale che consente di utilizzarle in acquario fino a 4 anni, quando perdono efficacia per altri motivi.


    I nutrienti

    Le alghe a pennello vengono da sempre associate ad un elevata concentrazione di fosforo, tuttavia ci sono stati dei casi (poco comuni) in cui la loro presenza si è manifestata con valori di fosfati molto bassi, addirittura a zero.

    In realtà, i fosfati si formano sempre in acquario.
    Il fosforo è fondamentale per lo sviluppo di qualsiasi pianta; si tratta di un macronutriente indispensabile in parecchie funzioni vitali.
    Con alcune specie bisognerebbe tenere i fosfati su valori piuttosto alti.

    Piante come Ludwigia inclinata, Proserpinaca palustris, Rotala wallichii ed altre, non dovrebbero mai scendere sotto 1 mg/litro.
    Con i Myriophyllum e i Ceratophyllum sarebbe bene arrivare a 2 mg.
    Nel caso del Myriophyllum tuberculatum (quello rosso) sarebbe il caso di arrivare addirittura a 3.



    Myriophyllum tuberculatum
    Questa specie è un caso eccezionale. Nessun'altra pianta d'acquario ha una simile rischiesta di fosforo.
    È comunque utile come esempio, per dimostrare come i fosfati non siano nemici da combattere, ma nutrienti indispensabili alla vita vegetale.

    Inoltre, le BBA non si nutrono solo di fosfati.
    In misura minore si può dire lo stesso di altri nutrienti, in particolare azoto e ferro.

    Se i nostri test ci dicono PO4- = Zero, non significa che l'acquario non li produca.
    Vuol dire semplicemente che gli organismi vegetali li assorbono appena si formano.
    Ma chi sono questi organismi? Le BBA o le piante?... Chi ci arriva per primo?

    Dipende dalle condizioni ambientali.
    Nella competizione alimentare, la spunta sempre chi trova dei vantaggi in quel particolare ambiente.

    Sull'asfalto del circuito di Hockenheim, un coupè sportivo arriverà al traguardo molto prima di un fuoristrada; ma non è così se ci mettiamo su un sentiero pietroso delle Ande peruviane.
    Abbiamo già visto come la luce sia piuttosto importante per favorire la pianta o l'alga, ma anche che questo, talvolta, non è sufficiente a spiegare un'infestazione.

    Passiamo quindi al capitolo successivo.


    La CO2

    Si legge spesso, in giro, che Le BBA non saranno un problema, se nell'acquario c'è un'erogazione artificiale di CO2.
    Ci sono prove evidenti, di come tale erogazione sia inversamente proporzionale (entro certi limiti) alla quantità di pennelli presenti in vasca.
    Ho fatto personalmente qualche prova in uno dei miei acquari, un paio d'anni fa, e posso testimoniare che la correlazione è davvero incredibile; aprendo o chiudendo la CO2, si riesce a regolare la presenza delle alghe quasi come si regola il volume del televisore.

    Questo effetto, notato da un sacco di gente, ha portato ad alcune deduzioni sbagliate, piuttosto gravi.
    Vediamone qualcuna, di quelle più frequenti.

    Le alghe a pennello detestano la CO2... per loro è come veleno.

    La CO2 abbassa il pH, e le alghe odiano l'acidità.

    Ho le BBA nell'acquario; mi faccio un impiantino di CO2, così le faccio fuori.

    Metti il diffusore di CO2 dove ci sono le BBA.
    Deve arrivargli addosso, altrimenti non ha effetto.
    (La quarta è senza dubbio la più divertente, manco fosse un lanciafiamme...)

    In realtà, la CO2 non ha alcun effetto diretto, sulle alghe; è semplicemente una fonte di carbonio facile per le piante.
    Le BBA non ne hanno alcun bisogno.
    Sono così specializzate nella decalcificazione biogena da prenderselo comunque dai carbonati, perfino negli acquari dove la CO2 risulta abbondante.

    Le piante, invece, risentono moltissimo della presenza di carbonio in quella forma gassosa.
    Anche le specie prettamente acquatiche, che possono ricorrere alla decalcificazione, lo fanno solo in carenza di CO2.
    Con un'erogazione artificiale, forniamo loro quello che normalmente è il fattore limitante; la loro crescita accelera in modo evidente e cominciano ad assorbire nutrienti a gran ritmo (a meno che non ci sia un altro elemento carente, ovvero un secondo fattore limitante).
    Alle alghe non restano che le briciole.

    Come se non bastasse, la crescita delle foglie e degli steli porta la pianta ad essere una superficie in continuo movimento, mentre le BBA attecchiscono sempre su supporti fissi.
    Non è un caso che abbiano una particolare predilezione per filtri, tubi e termometri.



    Attenzione: quanto detto finora riguarda soltanto le piante a crescita rapida!
    Se pensate di usare le Anubias, per combattere le alghe nere, il risultato non potrà essere che questo:



    In un acquario infestato di BBA, correttamente fertilizzato, una consistente erogazione di CO2 (almeno 30 mg/litro) produce un risultato articolato in tre fasi:

    La prima, già visibile in pochi giorni.
    Le piante producono velocemente nuove foglie e nuovi steli, che rimangono puliti senza alcuna traccia di BBA.
    Anche in seguito, quando raggiungono il massimo sviluppo, non vengono attaccate dalle alghe, nemmeno se arrivano in prossimità delle lampade.


    La seconda, che richiede qualche settimana in più.
    I pennelli cominciano a sparire anche dalle foglie vecchie. Cambiano colore, si staccano con facilità, vengono mangiati da animali erbivori che prima li rifiutavano.
    Stanno morendo di fame; la pianta su cui avevano attecchito, ora senza freni, si prende tutti i nutrienti disponibili.
    Questa fase può essere accelerata da una consistente presenza di lumache.


    La terza, che può richiedere diversi mesi.
    Le BBA cominciano a sparire anche dai legni, la loro ultima roccaforte.
    Quelle fessurazioni e quelle porosità erano l'ultimo posto dove ancora riuscivano a trovare qualche risorsa per sopravvivere, ma col passare del tempo si esaurisce tutto anche lì.
    Questa terza fase è la più interessante, ma lo vedremo nel prossimo capitolo.


    BBA... decorative!

    Cos'è... impazzito, questo?... "Decorative"?... Le alghe?... Di che sta parlando?
    Mi sembra già di sentire i commenti...

    In realtà, anche le BBA fanno parte del nostro ecosistema, come mille e mille organismi spontanei che nessuno ha mai acquistato, ma che ci ritroviamo gratis.
    Perché non sfruttare la loro presenza... a nostro vantaggio?

    Il vero problema di queste alghe è nel fatto che hanno la fama di essere incontrollabili.
    A differenza di una Cabomba o di un'Hygrophila, che stanno dove le metti e se si allargano le sforbici, i nostri simpatici pennelli hanno la maleducata tendenza a svilupparsi dove gli pare.

    Questo può essere un problema, perché potrebbero attaccarsi ai vetro penalizzando la visibilità e l'aspetto generale.
    Ma soprattutto potrebbero attaccare le piante, e quello non sarebbe solo un problema estetico.

    Ora sappiamo che non dobbiamo averne paura, e non ci facciamo più prendere dal panico vedendone qualche ciuffetto.
    Possiamo quindi provare a controllarle come facciamo con le piante.
    Il trucco consiste nel... dargli una casa comoda!

    Osservate questo legno, coperto di BBA.



    Si potrebbe pensare che l'acquario ne sia completamente infestato.
    Invece, ecco qua l'allestimento completo dell'amico Emiliano (che ringrazio per le foto).



    Come si vede chiaramente, le piante sono totalmente prive di alghe; perfino la Bacopa a destra, che con le sue foglie più alte, arriva vicinissima alle lampade.
    Questo dimostra come sia possibile avere una altissima concentrazione di BBA, senza che le piante e i vetri vengano attaccati.

    L'aspetto estetico, a mio avviso, è addirittura migliorato.
    Quella copertura di alghe, sul legno, dà alla vasca un aspetto suggestivo, naturale ed accattivante.
    Vediamo un altro dettaglio, dello stesso acquario:



    Ma non basta.
    Quelle BBA, così esposte a luce forte, assorbono inquinanti che altrimenti sarebbero destinati ad altre.
    Anche per questo non ci sono alghe nemmeno sull'Akadama.
    Se nell'acquario ci fossero dei leggeri eccessi, fosfati, nitrati, ferro, ecc., sarebbero tutti assorbiti dalle alghe già esistenti.
    Quando sono così rigogliose, creano esse stesse una competizione alimentare, a danno delle loro simili.

    E' possibile ottenere lo stesso risultato anche con le rocce.
    Qui ne vediamo una dove la colonizzazione è appena iniziata:



    Per riuscire in questo risultato, bisogna porre un arredo inanimato, immobile, in corrispondenza di una zona fortemente illuminata; meglio se un po' in alto, per ridurre la distanza dalle lampade.

    Per accelerare i tempi, esiste un trucco utilizzato negli acquari Malawi, in cui le alghe sono solitamente l'unica forma di vegetazione.
    Si prende la roccia, o il legno, e li si espone per qualche giorno alla luce diretta del Sole, in una bacinella d'acqua con dei fertilizzanti da giardinaggio (NPK).

    Tale espediente viene talvolta utilizzato in acquari da concorso... Eh già... proprio così!
    Per chi non ne fosse al corrente, anche nei contest internazionali si ricorre alle BBA come elementi decorativi.



    Particolare di acquario da concorso
    Forse, chi consiglia di farlo non è poi così matto...


    Metodi alternativi

    Abbiamo visto come le alghe a pennello abbiano un loro perché, ma se proprio non le vogliamo...

    ...Concludiamo l'articolo con i metodi più comuni e più discussi, utilizzati dagli acquariofili per combatterle.
    Vedremo come questi metodi siano entrambi sconsigliabili, per diversi motivi.

    Nemici naturali

    E' noto che alcune alghe vengono abitualmente mangiate da Crostacei, Gasteropodi ed alcuni pesci vegetariani.
    Questo non vale per le BBA, che sembrano rifiutate da tutti tranne le specie descritte qui di seguito; le uniche che sembrano apprezzarle come cibo.

    Crossocheilus langei, che per un vecchio errore di classificazione viene spesso chiamato "Crossocheilus siamensis".
    In realtà, il siamensis è tutt'altro pesce, ma visto che nei negozi lo troviamo con quel nome, lo chiameremo cosi per evitare confusione.
    Pubblico una foto a scanso di equivoci:



    (Licenza Creative Commons)
    Le voci che circolano in giro darebbero a questo pesce facoltà miracolose, sembra che uno di essi sia capace di far sparire tutti i pennelli in pochi giorni.
    Si tratta, ovviamene, di un'esagerazione.

    Il siamensis si nutre di BBA solo se sono giovani ed ancora appetibili, oppure se sono morte per altri motivi.
    Quelle rigogliose le spilucca appena, e solo se è spinto da una gran fame.
    Inoltre, sono pesci che dovrebbero stare in piccoli gruppi (almeno 4) e dato che sono erbivori, da 15 cm di lunghezza, richiederebbero accquari da almeno 150 litri.
    Infine, pur non creando problemi agli altri pesci, sono piuttosto sensibili alle condizioni dell'habitat originale (fiumi del Sud-Est asiatico, dalla Birmania all'Indonesia); non è un caso che la riproduzione in acquario sia praticamente impossibile.
    Queste sono grosse limitazioni, per l'acquariofilo.

    Neritina natalensis, nota anche come Neritina "Zebra".
    Alcuni sostengono di aver avuto successo anche con un'altra lumaca: la Pomacea diffusa, più conosciuta come "Ampullaria".



    Neritina "Zebra" (Licenza Creative Commons)
    Anche in questo caso, c'è una particolare predilezione per le alghe più giovani, ma gli esemplari adulti sembrano attaccarne qualunque formazione.
    Il limite, questa volta, è nell'acidità dell'acqua.
    Come tutte le lumache, hanno bisogno di carbonato di calcio, e non possono certo stare in vasche a pH 6 con Cardinali e Apistogramma.
    Anche questa è una notevole limitazione.

    In entrambi i casi, è bene ricordare che le BBA vengono rimosse DOPO che si sono formate, ma non vengono eliminate le cause che hanno portato al loro sviluppo.

    Acqua ossigenata e Fluorish Excel

    Il metodo artificiale consiste nel caricare una siringa con perossido di idrogeno (acqua ossigenata, reperibile in farmacia come disinfettante).
    Il dosaggio massimo è di 20 ml ogni 100 litri d'acqua.

    Spruzzandola direttamente sulle alghe, da distanza ravvicinata, queste muoiono immediatamente.
    Il potere ossidante dell'ossigeno è letale, per loro, ed è uno dei motivi per cui non attecchiscono sulle piante in salute.
    In poco tempo, le alghe assumono una colorazione chiara, diventando quasi bianche.
    A quel punto, saranno un boccone prelibato per qualsiasi animale erbivoro, anche quelli che prima le disdegnavano.
    Al dosaggio consigliato, l'acqua ossigenata non crea problemi né alle piante né ai pesci; gran parte del suo potere ossidante si disperde in pochi secondi nelle immediate vicinanze del punto colpito.



    Acqua ossigenata e Flourish Excel
    E' noto che lo stesso risultato può essere ottenuto con il Flourish Excel, noto prodotto della Seachem venduto come fertilizzante.
    Per qualche motivo (a me ignoto) ci si sente più tranquilli nell'usare un prodotto da 12-13 Euro, ma "specifico per acquaristica", invece di acqua ossigenata pagata 1 Euro al supermercato.
    In realtà, il risultato si ottiene grazie alla glutaraldeide, potente disinfettante per uso ospedaliero, che è tra i principali costituenti dell'Excel.

    Anche con questi metodi, il nostro intervento avrà un effetto diretto sulle alghe, ma non sulle cause che le hanno prodotte.
    Non è così che il problema andrebbe risolto.

    Conclusione

    Nel salutarvi, spero che questo articolo possa ridurre le numerose ed esagerate crisi di panico, che spesso accompagnano la vista dei primi ciuffetti.



    Talvolta, per evitare il "problema", è sufficiente rispettare la frase più famosa dell'acquariofilia: "Meglio una pianta in più ed un pesce in meno".
    Un'Egeria, un Ceratophyllum, una Limnophila... vi aiuteranno senz'altro meglio degli alghicidi
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  2. #2
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    Predefinito Re: BBA: alghe a pennello, alghe a ciuffi, alghe nere o come volete chiamarle :)

    Ps. Ovviamente non è un mio articolo..io lo riporto solamente, perchè l'ho trovato veramente molto interessante ed esaustivo...spero sia anche di vostro gradimento!

    se avete contraddizioni da fare..forza! la discussione sta qui apposta
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  3. #3
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    Predefinito Re: BBA: alghe a pennello, alghe a ciuffi, alghe nere o come volete chiamarle :)

    A quanto pare interessava solamente a me aahahah
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  4. #4
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    Invece no! ottimo articolo e soprattutto utile! :-D
    Stotonno piace questa discussione.


    Ex: P. Nattereri 28 cm


  5. #5
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    Predefinito Re: BBA: alghe a pennello, alghe a ciuffi, alghe nere o come volete chiamarle :)

    utile davvero..
    Stotonno piace questa discussione.

  6. #6
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    Predefinito Re: BBA: alghe a pennello, alghe a ciuffi, alghe nere o come volete chiamarle :)

    molto utile.. io ce l'ho in mezzo allo scomparto del tubo d'aspirazione e anche dentro la paperella del pratiko(dove esce l'acqua).
    bravo stotò.
    Stotonno piace questa discussione.

  7. #7
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    Predefinito Re: BBA: alghe a pennello, alghe a ciuffi, alghe nere o come volete chiamarle :)

    Io ho le alghe a pennello sui tronchi (a me piacciono) comunque e molto interessante, prenderò in considerazione questa guida se dovesse invadermi la vasca

  8. #8
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    Predefinito Re: BBA: alghe a pennello, alghe a ciuffi, alghe nere o come volete chiamarle :)

    se l articolo non è tuo devi mettere la fonte...
    Acquario 400 Lt...



    x3 10 cm
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    Ex:
    x1 20 cm
    x4 20 cm

    ______________________________________________
    Da un'acquario potrai sempre fare una zuppa di pesce, ma da una zuppa di pesce non potrai mai fare un'acquario.

  9. #9
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    Predefinito Re: BBA: alghe a pennello, alghe a ciuffi, alghe nere o come volete chiamarle :)

    anche se è di un altro sito? credevo fosse vietato xD

    cmq l'ho trovata qui BBA: alghe a pennello in acquario
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