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Identificazione Green Terror

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Identificazione "Green Terror"

 

Varie specie rispondono al nome green terror sebbene risultino essere diverse per alcuni aspetti morfologici e comportamentali. La seguente è una guida veloce e pratica per una corretta identificazione. Tutte le specie prese in considerazione fanno parte del genere Aequidens che è stato recentemente (2009) rinominato come Andinoacara.

 

Andinoacara Stalsbergi

 

Provenienza: Per√Ļ

Dimensioni: 20/21 cm

Temperamento: Molto aggressivo, l'osservazione del suo comportamento ha dato origine al nome "Green Terror".

Colorazione: La colorazione è principale caratteristica che permette di indentificarlo. Infatti al contrario delle altre due specie presenta scaglie con brillante colorazione localizzata al centro e contorni brunastri(delle singole scaglie).

Descrizione: Viene volgarmente definito anche come "vero Green Terror" per via delle tendenze particolarmente aggressive. Presenta ampia pinna caudale e dorsale con un sottile orlo dalla colorazione argentea brillante.

Alimentazione: Onnivora a prevalenza carnivora

Andinoacara Rivulatus

Volgarmente definito "falso Green Terror" √® sicuramente la specie pi√Ļ conosciuta e comune nell'ambiente acquariofilo. E' presente in due variet√†: Gold Saum e White Saum che differiscono per la caratteristica colorazione dell'orlo della pinna caudale e dorsale.

Provenienza: Ecuador

Dimensioni: In acquario fino a 23 cm (nella media).

Temperamento: Notevolmente pi√Ļ mite di A. Stalsbergi conserva tuttavia una decisa territorialit√†, necessita pertanto di spazi adeguati.

Alimentazione: Onnivora a prevalenza erbivora (rapporto 60/40).

Colorazione: Anche in questo caso la colorazione è fondamentale nell'identificazione della specie. La colorazione delle scaglie risulta essere invertita rispetto ad A. Stalsbergi , il centro delle scaglie presenta colorazione scura mentre le tonalità chiare sono localizzate sui bordi delle stesse.

 Scaglie Rivulatus  Scaglie 

In basso invece viene proposta la differenza tra le due varietà di A. Rivulatus:

 Gold Saum  White Saum

Gli esemplari differiscono per diversa colorazione dell'orlo della pinna caudale e dorsale. Il classico colorito bianco/argenteo del White Saum è risultante da un carattere a trasmissione recessiva, risulta pertanto meno comune del Gold Saum.

 

Andinoacara Blombergi

 

Provenienza: Ecuador

Dimensioni: 20/23 cm

Temperamento: Marcata territorialità.

Colorazione: Tipica colorazione delle scaglie comune a quella di A. Rivulatus, orlo delle pinne argenteo similmente al White Saum.

Alimentazione: Onnivora a prevalenza erbivora.

Descrizione: Sebbene mostri spiccata somiglianza con il A. Rivulatus White Saum differisce da questo per diversi aspetti:

* Le scaglie nell'adulto risultano essere in media pi√Ļ grandi

* La testa mostra un profilo pi√Ļ stretto e la tipica gibbosit√† √® meno accentuata

* Occhi di minore dimensione

* 25 scaglie sulla linea E1 a differenza delle 24 presenti sulla medesima linea in A. Rivulatus.

 

                                                                                                                 Ste93

Il Genus Pygocentrus

Dettagli
Letimologia della parola pygocentrus deriva da 2 termini greci
Pygo (gobba) + Centrus (centro)

DA FRANK MAGALLANES
solo quattro specie sono definibili veri piranha; Cioè, solo quattro delle specie sono realmente noti per essere pericoloso per l'uomo, e questi sono l'unica specie sempre conosciuta come piranha in Brasile.(Myers, 1972 Il Piranha Libro pag. 22).

Prima del 1960 poche persone al di fuori dei circoli scientifici sapeva cosa fosse un piranha. I pochi che in quel periodo avevano avuto la fortuna di studiare l'animale lo paragonavano a un mostro simile allo squalo, ma che attacca in gruppi numerosi ed era in grado di ridurre un animale qualsiasi a scheletro in pochi minuti,qualora fosse entrato nella loro zona di fiume.

Inoltre, le persone pi√Ļ disinformate pensavano che il pesce era endemico dall'Africa,basandosi sulle immagini dei vecchi film di Tarzan del 1930 che in onda nel 1950.

SANGUINOSO MANGIATORE DI UOMINI
Ancora oggi la gente teme il pesce sulla base di ciò che l'ex presidente Theodore Roosevelt scrisse nelle sue avventure nel deserto brasiliano.
I suoi racconti del piranha-mangiatore di uomini sono stati anche ripresi in un film di Hollywood durante il 1970 e poi negli anni 2000, in cui vengono utilizzati piranha meccanici per girare le scene piu cruente.
Ora l'animazione CGI (Piranha 3D) viene utilizzata da Hollywood per creare piranha falsi e informare il pubblico con inesattezze riguardanti la natura dei piranha. 
nel 2010, usci un nuovo film chiamato Mega Piranha pieno di sciocchezze e le stesse vecchie immagini orribili con lo scopo di provato a terrorizzare ancora una volta gli spettatori, il protagonista era un Mega Piranha grande come King Kong o Godzilla che va a ingoiare un'intera flotta della Marina militare oltre ad un elicottero in volo....a quanto pare anche se sono passati doversi anni Hollywood non ha ancora finito di produrre film con lo scopo di far risultare i piranha come mostri sanguinari in costante caccia .

HARALD SCHULTZ
Grazie soprattutto a gran parte del lavoro di Harald Schultz,antropologo brasiliano, l'immagine del piranha è cambiato considerevolmente (Piranha Fact and Fiction, 1964). 
Schultz ha dichiarato: Per pi√Ļ di venti anni i miei viaggi, come studente della vita indiana in relazione a un istituto scientifico in Brasile mi hanno portato in molte parti lontane del paese,In tutti questi anni non ho mai avuto un'esperienza pericolosa con questi animali molto temuti chiamati piranha.

ATTACCHI ALL'UOMO

ci sono recenti testimonianze di attacchi ad umani da parte di piranha,cioè S. maculatus e S. rhombeus. 
Ma che sta leggendo dovrebbe essere consapevole che questi attacchi non sarebbero avvenuti senza una provocazione.
In Sud America l'interferenza umana sta ancora una volta spingendo le popolazioni ittiche in trappole mortali ed il piranha quando è alle strette o situazioni che lui reputa pericolose attacca!
le continue costruzione di dighe e di laghi artificiali stanno intrappolando i piranha e distruggendo il loro habitat,Le aree in cui si sono riscontrati attacchi all'uomo sono probabilmente aree in cui i pesci si ritrovano in gran numero per portare a termine l'atto riproduttivo tramite la deposizione della uova,peccato che sono spesso le stesse zone in cui nel periodi estivi gli uomini si bagnano o praticano attività sportive acquatiche andando cosi a disturbare i piranha in un momento per loro molto delicato. 
Fortunatamente,la maggior parte di ferite riportare dai bagnati non erano molto gravi,nei casi peggiori si sono verificate perdita delle dita dei piedi. 

In un altro caso una donna accidentalmente caduta in acqua da un peschereccio che scaricava frattaglie di pesce in acqua fu orsa ad una gamba e gli fu recisa l'arteria femorale che ne causò la morte per dissanguamento (fonte:.. DM 12/4/2011 Schleser Will).

Tutte le specie di pygocentrus sono potenzialmente pericolose per qualsiasi persona o animale che cade in acqua nei pressi delle loro zone di caccia.

I PIRANHA IN ACQUARIO
Tutte le specie di piranha dovrebbero essere considerate pericolose quando si tratta del potenziale di un morso.
Alcuni acquariofili hanno il brutto vizio di nutrire i loro pesci dalle mani,questa è una pratica molto pericolosa visto chei pesci non sono in grado di distinguere tra il cibo che gli si sta somministrando e la carne del loro proprietario,ce sempre il rischio di subire un morso che nei peggiori casi può comportare l'amputazione di un dito o di un lembo di pelle.
Quindi non fatelo, non importa quanto si possa ritenere amichevole e inoffensivo il proprio piranha

DAVID M. SCHLESER
Come Harald Schultz, Dave come ama essere chiamato, √® un dentista di professione, che ha cambiato la sua carriera pi√Ļ tardi nella vita e divenne curatore dell'Acquario di Dallas(Texas),esploratore dell'amazzonia, fotografo e scienziato dilettante.
I suoi meravigliosi scritti e libri sui piranha hanno contribuito a promuovere una migliore comprensione di questi pesci.
i sui libri sono stati scritti con l'aiuto della documentazione OPEFE che allora era ancora agli albori

DNA
recentemente sono state pubblicate diverse pubblicazioni riguardanti il DNA dei pygocentrus:

1) Filogeografia del Serrasalmus e Pygocentrus: implicazioni per la diversificazione dell'ittiofauna Neotropical (Nicolas Hubert, et al 2007a)..

2) Sistematica molecolare dei Serrasalmidae: Decifrare le identità delle specie di piranha e svelare le loro storie evolutive (Barbie Freeman, et al). 
Nel primo documento, i loro risultati suggeriscono che gli attuali risultati sottolineano l'interazione tra le variazioni geologia, a livello del mare, e idrografiche create per cladogenesi nei piranha in rapporto a diverse scale temporali e geografiche.

nel secondo documento, hanno trovato prove di un clade (in tassonomia con il termine CLADE si definisce un gruppo di organismi costituito da un singolo antenato comune a tutti i discendenti) ben supportato composto da Pygocentrus, Serrasalmus e Pristobrycon (in parte). 
Il gruppo gemello a questo clade è ben definito e si compone di Catoprion, Pygopristis, e Pristobrycon striolatus. 
Secondo questi autori, se con il termine piranha si fa riferimento a un clade monofiletico, dovrebbe essere limitato a Serrasalmus, Pygocentrus, e Pristobrycon (in parte), o dovrebbe essere ampliato per includere le seguenti categorie:
Pygopristis
Catoprion 
Pristobrycon striolatus.

GENUS PYGOCENTRUS

I nomi ai generi scientifici storici dei piranha hanno subito un gran numero di cambiamenti nel tempo.
la denominazione Piranhas √® stata data da autori storici, quando questi pesci sono stati scoperti,la situazione √® cambiata con l'avvento di metodi migliori per analizzare i pesci, tra cui l'utilizzo della radiografia (per vedere meglio le ossa e denti) e il metodo pi√Ļ recente utilizzando le sequenze di DNA di mitocondriale (mt) geni rRNA tramite i quali si √® riuscito a distinguere i vari genus di appartenenza.
Il numero di specie genericamente chiamati piranha √® di circa 60 specie o pi√Ļ,ma solo tre (3) sono definibili come veri piranha.

Anche se non ancora del tutto risolto, la sistematica del Pygocentrus è stata rivista da Fink (1993) e proseguita nelle opere successive (Fink e Zelditch 1995 1997), e Machado-Allison, 2003. 
Una diagnosi per le tre specie proviene dal primo lavoro .
gli studi fatti sono stati fondamentali per definire alcune specie come il pygocentrus ternetzi,piranha che vive al di furi dalle zone dell'amazzonia(soprattutto nel nord dell'argentina) arrivando alla conclusione che si tratti di una variante cromatica del ben piu noto e diffuso nattereri;anche su quest'ultimo si sono fatti diversi studi visto che al variare dell'ambiente e dei parametri chimici dell'acqua in cui vive si sono riscontrate diverse differenze morfologico/livratiche (nelle zone piu a sud dell'mazzonia non è raro vedere p.nattereri con raggi nella pinna adiposa,caratteristica di solito vsibile nei p.piraya del rio sao francisco)
tuttavia gli studi sui piranha del genus pygocentrus sono tuttora in corso,quindi le classificazioni potrebbero cambiare in futuro.

OLOTIPO/QUOTAZIONE STORICA DEL RANKING GENETICO
i primi ittiologi storici hanno aggregato tutte le specie nominate sotto il genere Pygocentrus perché non consideravano la morfologia e non valutano la pesenza dei denti palatini nei pesci.
questo ha portato a grandi problemi,poichè finirono per rientrare nel genus anche pesci che non centravano molto effettivamente con i pygocentrus
negli anni successivi il genus fu poi rivisto introducendo diversi generei e sottogeneri come Rooseveltiella, Taddyella ecc 

Gli scienziati di allora usavano una classificazione su base morfometrica e colorimetrica e tendevano a trascurare alcune caratteristiche che poi con l'arrivo del metodo di studio tassonomico sono stati fondamentali per la rivisitazione totale del genus
Albus Serrasalmo è un buon esempio di potenziali problemi dati dalle vecchie metodologie,La specie è stata poi rivista come Serrasalmus Cariba

Molte delle immagini storiche dei piranha non erano fotografie ma disegni fatti da artisti che seguivano le prime spedizioni degli studiosi avventurieri,i disegni spesso però non erano veritieri e davano spesso ai piranha un aspetto strano che mal combaciava con quello che poi era il pesce in relatà.

La diagnosi della specie è stata caratterizzata da osservazioni esterne che venivano applicate a quasi ogni specie di piranha,nei primi documenti di studio era comune usare parole come:
-mascella inferiore molto pronunciata
-profilo convesso dorsale tra pinna dorsale e la punta muso
insomma i pesci venivano descritti in modo vago e risultava difficile avere un riscontro preciso con il pesce reale.
Questa è solo una piccola parte del motivo per cui la classificazione piranha è così disordinata oggi.

CLASSIFICAZIONE STORICA
-Pygocentrus
(M√ľller & Troschel, 1844)
Il genere Pygocentrus fu eretoa da M√ľller & Troschel perch√© volevano un genus in cui posizionare il Pygocentrus Piraya.¬†
Il pesce non aveva denti ectopterygoid (denti Palatini) e possedeva una caratteristica unica trova solo su questa specie di piranha,un pinna adiposa con raggi oltead altre caratteristiche relative alla testa e alla forma del corpo.

-Pygocentrus
(Valenciennes, 1850)
Questo raggruppamento un solo pygocentrus, due serrasalmus, e un nome non valido che era probabilmente un pacu (Myletes).
Questo autore mise 5 specie nel gruppo Pygocentrus; Serrasalmo Piraya (Cuvier 1819), Serrasalmo niger (Schomburgk 1841), nigricans Pygocentrus (M√ľller & Troschel, 1844), nigricans Pygocentrus (Spix, 1829) e Pygocentrus palometa (Valenciennes 1850) nomen dubium.

-Pygocentrus
(Eigenmann & Eigenmann 1891)
In questo raggruppamento sono compresi 2 pygoventrus, un serrasalmus e un pygopristis; Serrasalmo Piraya (Cuvier 1819), Serrasalmo niger (Schomburgk 1841), Pygocentrus Altus (Gill 1870), e Pygocentrus scapularis (Gunther 1864).

-Gastropristis
(Eigenmann 1915)
Il nome del genere Gastropristis fu eretta da Eigenmann per il Serrasalmo ternetzi (Steindachner, 1908 ).

-Pygocentrus
(Eigenmann 1915)
Questo raggruppamento comprende 3 pygocentrus e una specie considerata ancora valida che era probabilmente un pacu (Myletes palometa = Myleus schomburgkii); L'autore ha rivisto il genere che comprendeva 4 specie; Pygocentrus Piraya (Cuvier 1819), Pygocentrus nattereri (Kner 1869), Pygocentrus notatus (L√ľtken 1874) e Pygocentrus palometa (Valenciennes in Cuvier & Valenciennes 1850), ma come dubium nomen (= nome dubbia). Nessun tipo di note.

-Rooseveltiella
(Eigenmann 1915)
Entrambi i generei,Rooseveltiella (Eigenmann 1915) e Taddyella (von Ihering 1928 ) sono stati eretti per onorare il presidente Theodore Roosevelt. Questi nomi sono stati sostituiti perché Eigenmann ha voluto limitare il Piraya come unico Pygocentrus a causa della pinna adiposa con raggi.

-Serrasalmus
(Norman 1929)
Norman ha utilizzato esclusivamente questo genere per tutte le specie di piranha, pygocentrus,serrasalmus e pristobrycon.
Sia generi Taddyella e Gastropristis non sono stati riconosciuti da Norman (1929) a causa dei problemi ad essi associati.

-Serrasalmus
(Mago 1970)
furono inserite 2 specie in questo genere; Serrasalmus nattereri (Kner 1869) e Serrasalmus notatus (L√ľtken 1874).
Entrambe queste specie sono del genus pygocentrus

-Serrasalmus
(Géry 1976)
In questo raggruppamento, non Pygocentrus (pirambeba, caribito e palometa) e pygocentrus sono stati mescolati insieme;
Géry diviso il gruppo in genere Serrasalmus e 2 specie nel sottogenere Taddyella.
Géry (1976) e Machado-Allison (1985) hanno dimostrato che i gruppi Pristobrycon e Pygocentrus dovrebbero essere mantenuti a causa del numero di varie specie che essi comprendono. 
G√©ry riutilizz√≤ il sottogruppo Taddyella ponendolo come un sottogenere di Serrasalmus; Le specie incluse erano Taddyella nattereri (Kner 1869), Taddyella niger (Schomburgk 1841), nigricans Tadyella (Spix 1829), Tadyella notatus (L√ľtken 1874), e Tadyella ternetzi (Steindachner 1908 ).

-Serrasalmus 
(Géry 1977)
Ancora una volta Géry ha rivistodi nuovo il genere,questa volta ponendo Pygocentrus come sottogenere di Serrasalmus; Pygocentrus Piraya (Cuvier 1819), e Manueli Pygocentrus (Fernández-Yépez 1967).

-Pygocentrus
(Fernández-Yépez 1967)
Solo una specie di pygocentrus è qui elencata;Il resto erano pirambeba (serrasalmus) e caribito(prystobricon); 
erano comprese 6 specie; Pygocentrus nattereri (Kner 1869), Serrasalmo niger (Schomburgk 1841), Pygocentrus scapularis (Gunther 1864), Pygocentrus Manueli (Fernández-Yépez 1967), Pygocentrus striolatus (Steindachner 1908 ), e Pygocentrus serrulatus (Valenciennes 1850).

-Pygocentrus
(Machado-Allison 1985; Fink 1991 rivisto 1993)
Questo è stato il primo tentativo di determinare il posizionamento effettivo della specie utilizzando un nuovo metodo che comprendeva la filogenetica; 
Dr. Antonio Machado-Allison (1985) ha rivisto la nomenclatura e la posizione dei piranha mettendo le singole specie identificate con metodi cladistico e filogenetici in un genere di 4 nomi; Pygocentrus (le 3 specie definiti veri piranha), Serrasalmus (circa 30 specie), Pristobrycon (10 o pi√Ļ specie), e una specie di Pygopristis.¬†


LA CHIAVE DELLA SPECIE - Pygocentrus

Ci sono ulteriori complicazioni relative ai denti palatinei che ai Pygocentrus in teoria dovevano mancare.
Secondo Machado-Allison (2002: 56) gli esemplari molto giovani (> 10 millimetri SL) ne possiedono 6 unicuspid sull'osso palatineo. 
Ciò sarebbe in contrasto con lo studio di Fink 1993, Tuttavia la presenza di questi denti è temporanea e con la crescita tendono a scomparire. 
si scopri che i Pygocentrus hanno anche una colonna vertebrale pre-anale.

Dr. William L. Fink (1991) ha esaminato il genere, quindi rivisto le singole specie del genere Pygocentrus (1993) ed ha incluso un chiave effettiva per identificare le specie di veri piranha. 
Fink basa la sua diagnosi sui dati seguenti ...... "rispetto ad altri serrasalmin, Pygocentrus è diagnosticabile da diverse funzionalità, tra cui il numero di serrae prepelviche, la morfologia della vescica natatoria e del cranio, e la larghezza della testa. 
Ci sono tre specie del genere :.. P. Piraya, P. nattereri, e P. cariba.
il P. Piraya è diagnosticabile dalla presenza di raggi nella pinna adiposa, e la sua popolazione si limita al Rio Sao Francisco del Brasile
il P. nattereri è ha una pigmentazione molto variabile e la sua popolazioni si trovano in zone tropicali e subtropicali del Sud America, ad est delle Ande, tra cui il bacino amazzonico, il sistema Paraguay e Paraná, ed i fiumi del nord-est della Guyana e Brasile.
il P. Cariba è diagnosticato dalla presenza di una prominente macchia omerale
la sua popolazione si estende nel Rio Orinoco e dei suoi affluenti in Colombia e Venezuela. 

Il genere Pygocentrus è caratterizzato da diverse caratteristiche anatomiche chiave 

1) P. Piraya
pinna Adiposa che presenta raggi negli individui adulti. 
15-18 (di solito 16) Raggi ramificati nella pinna dorsale 
6-8 (di solito 7) spine neurali anteriori alla prima pinna dorsale
36-39 (di solito 33 )  vertebre
 
 
2)P. Cariba
Pinna adiposa senza raggi. 
14-18 (di solito 15) Raggi ramificati nella pinna dorsale
5-7 (di solito 6) spine neurali anteriori lla prima pinna dorsale
35-38 (di solito 36)vertebre
Grande macchia omerale di colore scuro presente nei campioni sui 100 mm
 
 
3) P. nattereri
stesse caratteristiche del P.Cariba per quanto riguarda la tassonomia
Macchia omerale relativamente piccola o non presente 
 
p.nattereri normale
p.nattereri ternetzi

CLASSIFICAZIONE DEI PYGOCENTRUS ATTUALMENTE VALIDA (2011)
-Pygocentrus Piraya
Stato attuale: Valido come Pygocentrus Piraya (Cuvier 1819). Serrasalmidae.

-Pygocentrus nattereri
Stato attuale: Valido come Pygocentrus nattereri (Kner 1858 ). Serrasalmidae
comprende anche il p.ternetzi

-Pygocentrus Cariba
Stato attuale: Valido come Pygocentrus cariba (Humboldt 1821). Serrasalmidae. Dal 1 ¬į Marzo, 2012.


TRATTO DA DOCUMENTAZIONE OPEFE
COPYRIGHT OPEFE & Frank Magallans
 

L' ALIMENTAZIONE DEI LORICARIDI

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ALIMENTAZIONE LORICARIDI

I loricaridi, come tutti gli ospiti dei nostri acquari, hanno delle specifiche esigenze alimentari.
Con questa prefazione voglio sfatare le parole comuni con i quali erroneamente vengono associati tipo: pulitori, mangia alghe, mangia legno, e chi piu ne ha pi√Ļ ne metta‚Ķ
Ogni loricaride appartiene a un gruppo con delle specifiche abitudini alimentari, e oltre alla denominazione in codice tipo L-134 ecc., è necessario conoscere il loro nome scientifico se è gia stato classificato ( si usano i codici numerici inquanto sono talmente veloci le scoperte di nuove specie che in molti casi non ce il tempo per la classificazione istantanea che verrà effettuata successivamente ) per poter capire come allevare al meglio i nostri splendidi ospiti.
Di seguito sono elencati i principali loricaridi, suddivisi appunto per abitudini alimentari.

VEGETARIANI

La maggioranza della loro dieta è costituita da vegetali.
- Ancistrus
- Chaetostoma
- Dekeyseria
- Farlowella
- Hypoptopoma
- Pseudorinelepis
- Pterygoplichthys


VEGETARIANI-ONNIVORI

Come alimentazione principale si consigliano vegetali, mentre il resto della dieta è costituito da alimenti animali.

- Baryancistrus
- Acanthicus
- Aposturisoma
- Harttia
- Hypostomus
- Rineloricaria
- Squaliforma
- Sturisoma


ONNIVORI

La loro dieta deve essere costituita in parti uguali da alimenti vegetali e animali.

- Cordylancistrus
- Hemiancistrus
- Limatulichthys
- Loricaria
- Scobinancistrus


CARNIVORI

La maggioranza della loro dieta è costituita da alimenti di origine animale. Vanno bene anche le pastiglie per pesci carnivori.

- Hypancistrus
- Leporacanthicus
- Oligancistrus
- Pseudancistrus


ONNIVORI-CARNIVORI

Come alimentazione principale si consigliano alimenti animali, mentre il resto della dieta è costituito da alimenti vegetali.

- Pseudacanthicus
- Pseudolithoxus
- Spectracanthicus
- Peckoltia

PRINCIPALMENTE LIGNINOFAGI

Gran parte della loro dieta è appunto costituita dai legni; probabilmente non riuscirebbero a sopravvivere senza.
Naturalmente la dieta va in integrata con vegetali.
Saltuariamente si può somministrare cibo di origine animale.

- Hypostomus ( Cochliodon )
- Panaque
- Panaqolus


TIPOLOGIA CIBI

LIGNINA

In ogni vasca dove viene ospitato un loricaride deve sempre essere presente un tronco come arredo. Oltre a fornire eventuali spazi di acclimatazione, sono necessari per offrire al pesce la costante presenta di lignina, che pi√Ļ o meno a seconda dei gruppi alimentari di appartenenza, viene costantemente assimilata e metabolizzata oltre che come alimento, per ottimizzare la digestione.

CIBI VEGETALI

I principali cibi vegetali, da somministrare agli esemplari che rientrano in queste abitudini alimentari sono: zucchina, patata, mela.
Predilire sempre la zucchina come base e con frequenza di somministrazione 2:1 dare gli altri 2 ( 2 volte zucchina, 1 volta patata, 2 volte zucchina 1 volta mela ).
Ottime sono le pastiglie da fondo per loricaridi vegetali che si trovano in commercio delle pi√Ļ svariate marche, ottime dal punto di vista della pulizia dell‚Äôacqua e bilanciate nei valori nutrizionali in maniera ottimale. Consiglio di affidarsi solo alle marche pi√Ļ affidabili.

CIBI ANIMALI

Data la delicatezza di questi alimenti, √® sempre meglio affidarsi alle pastiglie da fondo per loricaridi carnivori, ottime dal punto di vista della pulizia dell‚Äôacqua e bilanciate nei valori nutrizionali in maniera ottimale. Consiglio di affidarsi solo alle marche pi√Ļ affidabili.
Veramente importanti per questi loricaridi sono alimenti tipo artemia, daphnia, tubifex, chironomus e blood worms.

CONSIGLI GENERALI

Somministrare la verdura fresca non bollita, per evitare di perdere sostanze nutritive.
Per far affondare la verdura (per esempio la fetta di zucchina), ci sono diversi modi.
Uno, per esempio, è quello di infilare una parte sotto una roccia in modo che resti sul fondo, o meglio ancora usare uno stuzzicadente da spiedino, infilare le fette di alimento e incastrare lo stuzzicadente sempre sotto una roccia o fra gli arredi.
Un altro è sostituire allo stuzzicadente un bastoncino di metallo non appuntito sfruttando il peso del metallo che porterà tutto sul fondo (tipo forchetta da dolci).
Rimuovere sempre entrambi alla fine dell’ pasto.

 

PER LE IMMAGINI SEGUIRE IL LINK SOTTOSTANTE:

 http://www.piranhaportal.net/forum/showthread.php?t=11145&p=238897#post238897

 

 

 

Il Genus Serrasalmus

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INTRODUZIONE

Il genere Serrasalmus √® il principio della attuale classificazione dei piranha e il posizionamento pirambeba. Esso si basa sulla specie pi√Ļ antica,(il Serrasalmus che ora √® considerato un vero e proprio genere, un tempo era una semplice classificazione distinta per famiglia,come se noi oggi chiamassimo un pesce invece che spilopleura o maculatus semplicemente con il nome del gruppo in cui rientra)
Questo genere è stato creato per il Salmo rhombeus (Linnaeus, 1766),che fu la prima specie posta nel genus.
i piranha che rientrano in questo genere sono quelli che si nutrono prevalentemente di pinne(soprattutto quando sono in età giovanile) passando successivamente al pesce intero raggiunta l'età adulta (Goulding, 1980; Machado e Garcia, 1986; Nico e Taphorn, 1988; Nico, 1990).

Una nuova specie di Serrasalmus recentemente scoperte in Venezuela si crede che mangi le piante(Machado, 2003), ma in questo momento, la specie resta non descritta e senza un nome ben preciso. 
Come i pygocentrus, gli scienziati oggi hanno capito che questi pesci si nutrono di una grande varietà di alimenti tra cui piante e semi.
Non sono pi√Ļ ci√≤ che consideravano strettamente fitofagi (le pinne degli altri pesci vanno comunque a comporre una parte fondamentale della loro dieta)
gli Hobbisti per lungo tempo hanno in gran parte ignorato questa parte della dieta dei Serrasalmus e hanno provato a far convivere i piranha di questo genus con altri pesci non appartenenti alla figlia dei piranha,per poi imparare a loro spese che le pinne dei coinquilini venivano divarote.


Il genere ha molti problemi ed è soggetto a continui studi e variazioni perché molte specie di piranha sono stati inseriti in questo singolo gruppo da parte di studiosi e autori storici senza studiarne a fondo le caratteristiche. 
Essi formano un gruppo naturale diverso dagli altri Characidae,le differenze si notano nell'addome seghettato che presenta una serie mediana di placche ossee a spigoli vivi(serrae),dalla forma compressa del corpo che porta allo sviluppo del dorso in altezza piuttosto che in lunghezza,dalla lunga pinna anale con base obliqua e dalle piccole piccole scaglie.

Molte di queste specie sono state descritte sulla base di un singolo esemplare, come Serrasalmus niger (Schomburgk 1841) e S. boekeri (Ahl 1931). lo studio di quest'ultimo è stato basato su un campione vissuto in acquario e senza sapere la località precisa da cui proveniva. 
secondo il famoso studioso Géry,il S. niger non è nient'altro che un enorme esempio di S. rhombeus come riporta nei suoi trattati(1977: 291).

Il genere Serrasalmus nel suo complesso è molto confuso, Questi pesci in particolare quando sono avanotti, sono molto simili ai piccoli Pristobrycon. 
Molta poca ricerca è stata fatta in passato sui cambiamenti evolutivi della maggior parte delle specie,i Serrasalminae sono caratterizzati dai loro continui cambiamenti in fase di crescita che in alcuni casi può portare a evoluzioni morfologico/livratici tali da trarre spesso in inganno i biologi che li studiavano,andando cosi a classificare centinaia di speci diverse quando invece erano poche ma in diverse fasi di crescita.

Alcuni studiosi successivamente hanno cercato di ridurre il numero di specie facendo ricerche approfondite sul campo. Eigenmann (1915) ha riconosciuto 12 specie nel genere Serrasalmus. Norman (1929) ha ridotto il numero a 8 specie,successivamente Géry (1972), ha riconosciuto 2 nuove specie in Guyana: S. rhombeus e S. eigenmanni.
Continuando i suoi studi arrivò nel 1977 a dichiarare che esistevano solo 9 tipi di serrasalmus nel continente sud-americano


Il numero di specie nominato nelle ricerche,le difficoltà che si sono verificate per esaminare i vari campioni tipo,sparsi tra vari musei di Europa e America, la perdita di alcuni campioni di studio e la mancanza di buone descrizioni in ambito scientifico sono stati un ostacolo non indifferente per lo studio di questi pesci in maniera chiara e approfondita.
Questo gruppo è molto importante e ha bisogno di essere rivisto con descrizioni migliori, considerando la loro ecologia e importanza economica in rapporto alla filogenetica e la biologia.


Anche oggi, con l'avvento dello studio basato sul DNA i problemi persistono;In gran parte dovuti a problemi tassonomici.
Vista la confusione continua e la complessità, il lavoro rimanente è ancora notevole,i Futuri studi riguardanti la filogenesi dei serrasalminae dovrebbero includere: 
1)confronti genetici basati sullo studio del DNA,analisi anatomica di nuovi campioni e rianalisi di esemplari pi√Ļ vecchi.
2) la documentazione accurata degli esemplari esaminati, tra cui vouchering di tutto il materiale e la creazione di archivi fotografici degli esemplari studiati.(Freeman, B., Nico, LG, Ostentoski, M. Jelks, HJ e Collins, TM 2007).

Attualmente (2010) in un nuovo libro scientifico redatto da Hubert & Renno,intitolato Evoluzione del Neotropical Inchthyofauna (2010). è stata inclusa anche una nuova specie boliviana di serrasalmus (S. Odyssei). Questa specie è stata classificata con l'ausilio della banca del DNA (GeneBank). 
La specie ha una strana somiglianza con un'altra presente in Per√Ļ, ovvero il S. sanchezi.
Tornando alla fine del 1990 M. Jegu stava tentando di descrivere un piranha dal rio Catalao utilizzando il metodo del DNA. 
Anche se il pesce aveva un potenziale nome scientifico il suo studio non è mai stato completato e pubblicato.
Attualmente, tale nome scientifico e descrizione parziale rimane negli archivi privati OPEFE......Forse un giorno sarà rilasciato.

Infine,il posizionamento generico di queste specie in una famiglia o sottofamiglia è stata contestata per un certo numero di anni. 
l'avvento dello studio tramite DNA e gli studi fatti da M.jegu hanno portato la sottofamiglia originale Serrasalminae a cambiare nome in Serrasalmidae.


EVOLUZIONE STORICA DELLA FAMIGLIA SERRASALMUS


1 Linnaeus, 1766
Salmo rhombeus
Serrasalmus rhombeus

2 Spix & Agassiz, 1829
Serrasalmo nigricans

3 Valenciennes, 1836-1850
Pygopristis serrulatus
Serrasalmus marginatus
Serrasalmus serrulatus
Serrasalmo marginatus
Serrasalmus humeralis

4 Kner, 1858-1860
pygocentrus dulcis
Salmo tizoura
Serrasalmus maculatus
Serrasalmus melanurus
Serrasalmus elongatus

5 Cope 1872-1878
Serrasalmus aesopus
Serrasalmus iridopsis
Serrasalmus immaculatu

6 L√ľtken, 1875
Serrasalmo brandtii
Serrasalmus brandtii
Serrasalmus brandti

7 Eigenman, 1915
Serrasalmus aesopus
Serrasalmus gibbus
Serrasalmus hollandi
Serrasalmus rhombeus
Serrasalmus brandtii
Serrasalmus humeralis
Serrasalmus maculatus
Serrasalmus spilopleura
Serrasalmus elongatus
Serrasalmus humeralis-gracilior
Serrasalmus paraense

8 Norman, 1929
Serrasalmus brandtii
Serrasalmus eigenmanni
Serrasalmus hollandi
Serrasalmus rhombeus
Serrasalmus caribe
Serrasalmus elongatus
Serrasalmus marginatus

9 Mago-Leccia,1970
S. altuvei
S. eigenmanni
S. medinai
S. pingke
S. serrulatus
S. aureus
S. fernandezi
S. nattereri
S. rhombeus
S. spilopleura
S. caribe
S. manueli
S. notatus
S. scapularis

10 Géry, 1972
S. eigenmanni
S. rhombeus

11 Géry, 1976 GROUP A--rhombeus
S. albus
S. marginatus
S. sanchezi
S. brandtii
S. rhombeus
S. spilopleura

12 Géry, 1976 GROUP B-humeralis
S. eigenmanni
S. hollandi
S. nalseni
S. elongatus
S. humeralis

13 Géry, 1977
S. brandtii
S. hollandi
S. rhombeus
S. sanchezi
S. elongatus
S. humeralis
S. rhombeus-marginatus
S. spilopleura

LISTA UFFICIALE VALIDA FINO ALL'ANNO 1993

S. albus
S. caribe
S. elongatus
S. irritans
S. niger
S. scapularis
S. altuvei
S. coccogenys
S. fernandezi
S. medinai
S. pingke
S. spilopleura
S. aureus
S. eigenmanni
S. gymnogenis
S. nalseni
S. rhombeus
S. stigmaterythraeus

LISTA UFFICIALE AGGIORNATA AD APRILE 2012


S. altispinis 
Merckx, Jégu & Santos 2000
rio delle amazzoni, rio Uatum√£, Brazil

S. elongatus
Kner 1858
bacino del rio delle amazzoni e del rio orinoco: Bolivia, Brazil, Ecuador, Peru e Venezuela

S. humeralis 
Valenciennes 1850
bacino del rio delle amazzoni: Bolivia, Brazil e Peru

S. nalseni
Fernández-Yépez 1969
bacino del rio orinoco, Venezuela

S. sanchezi
Géry1964
rio Ucayali, Peru

S. altuvei
Ramirez 1965
bacino del rio orinoco, Venezuela

S. geryi
Jégu & Santos 1988
rio Tocantins , Brazil

S. irritans
Peters 1877
rio Orinoco, Venezuela

S. neveriensis
Machado-Allison, Fink, López Rojas & Rodenas 1993
fiumi costieri del Venezuela

S. serrulatus
Valenciennes 1850
bacino del rio delle amazzoni e rio Essequibo, Brazil, Guyana e Peru; 

S. auriventris
Burmeister 1861
Rio paranà,argentina

S. gibbus
Castelnau 1855
bacino del rio Tocansis, Brazil

S. maculatus
Kner 1858
rio delle amazzoni,rio Paraguay,rio Paran√°; Argentina, Bolivia, Brazil, Colombia, Paraguay, Peru e Uruguay

S. nigricans
Spix & Agassiz 1829
bacino del rio delle amazzoni, Brazil

S. spilopleura
Kner 1858
rio Guaporé ,rio Paraná River: Argentina and Brazil

S. brandtii
L√ľken 1875
rio S√£o Francisco, Brazil

S. gouldingi
Fink & Machado-Allison 1992
rio delle amazzoni e rio Orinoco: Brazil e Venezuela

S. manueli
Fernández-Yépez & Ramirez 1967
rio delle amazzoni e rio Orinoco; Brazil and Venezuela

S. nigricauda
Burmeister 1861
provincia di Santa Fé, città di Rosario, Río Paraná: Argentina

S. compressus
Jégu, Leao & Santos 1991
rio madeira,Brazil 

S. hastatus
Fink & Machado-Allison 2001
rio Negro, Brazil

S. marginatus
Valenciennes 1837
rio Paraguay,rio Paran√° e rio Uruguay

S. odyssei
Hubert [N.] & Renno [j.-F] 2010
rio San Martin e Rio Paraga, Bolivia

S. eigenmanni
Norman 1929
rio delle Amazzoni e fiumi della Guyana: Brazil, French Guiana, Guyana, Suriname e Venezuela

S. hollandi
Eigenmann 1915
rio Madeira, Brazil 

S. medinai
Ramirez 1965
rio Orinoco , Venezuela

S. rhombeus
Linnaeus 1766
bacino del rio delle amazzoni,rio Orinoco, fiumi del nord e della est Guiana, fiumi del nord del brasile e nei corsi d'acqua costier; Argentina, Bolivia, Brazil, Colombia, Ecuador, French Guiana, Guyana, Peru, Suriname e Venezuela

TRATTO DA DOCUMENTAZIONE OPEFE
COPYRIGHT OPEFE & Frank Magallans

VADEMECUM DEL NEOFITA

Dettagli

Vogliamo fare una premessa, l’acquariofilia non si impara con una piccola guida di gestione, semplice e riassuntiva, ma con esperienze vissute in prima persona, confronti costruttivi e molta lettura.

Il forum per questo è molto utile e ti spiegheremo come utilizzarlo al meglio.

Utilizza la funzione cerca e troverai moltissime discussioni pertinenti alla tua e vedrai che ti chiarirai molti dubbi e perplessità, senza ingolfare discussioni con argomenti ai quali è già stata data risposta innumerevoli volte.

Questo vademecum  non vuole essere una Bibbia, poichè ognuno ha sviluppato la propria esperienza e non tutti la pensiamo in modo identico, pertanto resterà abbastanza generico ma ti assicuro che se rispetterai questa linea, le soddisfazioni arriveranno.

 

Tornando a noi

 

Vasca e litraggio:

Prendiamo ad esempio, una vasca di 429 litri lordi (130x55x60/1000)=429

Se consideriamo uno spessore medio dei vetri (circa 10mm), il livello dell’acqua che non sarà riempito fino all’orlo, fondo ed ornamenti, possiamo ipotizzare (130x53x55/1000)=379 litri ai quali togliere ornamenti e fondo (sabbia), diciamo che il litraggio netto sarà di circa 350-360 litri.

 

Info specie da allevare:

Quando parliamo di Piranha, parliamo di pesci con una crescita notevolmente rapida (in media 2cm al mese) con il presupposto che, vasca, alimentazione e valori siano adeguati.

Crescite minori, sono da attribuirsi a gestioni sbagliate.

I Piranha richiedono poca luce e volendo inserire piante, il tutto si complica, in quanto dobbiamo accontentare due esseri viventi che hanno esigenze diverse (le piante hanno bisogno di luce e i Piranha molto meno).

Un layout che renda semi-buia una vasca a beneficio dei Piranha, grazie all’utilizzo di piante, ma che permetta una crescita di queste, è una realizzazione che richiede esperienza; parliamo di uno step successivo a quello del neofita, in quanto richiede manutenzione, conoscenza delle specie e difficoltà logistiche maggiori rispetto ad una vasca con solo pesci che, nel caso dei Piranha, meno sono disturbati per manutenzioni varie, meglio è.

Le piante per vivere hanno bisogno di (anidride carbonica, illuminazione e nutrienti); se venisse a mancare uno solo di questi elementi, la crescita sarebbe stentata o assente.

L’illuminazione per piante poco esigenti deve almeno essere 0,3-0,4watt/litro in vasche standard (altezza 50-60cm), per la vasca di cui sopra avresti bisogno per specie poco esigenti di circa 90w (parlando di neon).

 

Per quanto riguarda il numero di esemplari, si potrebbero mettere in una vasca tipo quella ad esempio, 3 o 4 Nattereri ma le difficolt√† aumenterebbero, soprattutto per la gestione del carico organico, (pi√Ļ cibo = pi√Ļ feci, pi√Ļ avanzi, la qualit√† dell‚Äôacqua degenera pi√Ļ velocemente e l‚Äôacquariofilo non pu√≤ permettersi distrazioni che con 2 esemplari sarebbero, in certi termini, permesse).

Questa era una piccola premessa volta a farti prendere coscientemente le tue decisioni sul numero reale che potrai gestire durante l’allevamento.

Sempre per la vasca detta sopra, infine ti consigliamo 2 Nattereri, un solo neon da 45w e niente piante, così facendo con l’aggiunta di qualche bella radice ti garantiresti una vasca dal layout piacevole per te e ben realizzato per le esigenze dei pesci.

Se leggi queste poche righe, vuol dire che sei agli inizi, quindi comincia nella maniera corretta in modo da crescere con spalle belle larghe.

Leggi tanto, sul forum potresti diventare, solo studiando alcune discussioni, teoricamente, un esperto.

 

Piccola guida gestione:

Il ciclo dell’azoto lo conosci, abbiamo comunque un’ottima guida sul portale, inutile fare tanti discorsi, la vasca in maturazione deve fare il picco di NO2 e poi si possono inserire i pesci, prima di ciò si tratta di giocare con la vita di esseri viventi, errori su questo non sono ammessi.

Prima di cimentarsi in allevamenti vari bisogna conoscere i valori dell’acqua di rete e poi successivamente di quelli che avremo in vasca.

I valori fondamentali da conoscere sono:

Ph (le specie resistenti sopportano range da 6.5-7.8)

Gh (le specie resistenti sopportano range da 5-12)

Kh fondamentale che non sia troppo basso, (1-2) pena valori ballerini di PH, molto pericolosi, ideale 4-6.

No2 (nitriti) sempre assenti. (0)

No3 (nitrati) tra 5-30mg/l, si abbassano effettuando i cambi parziali, valori oltre i 50mg/l cominciano ad essere dannosi, benché non pericolosi come NO2.

Impara a fare i test da te, è molto importante e soprattutto entra nell’ ottica che ogni specie ha dei parametri tipici, nei quali vivrà al meglio e crescerà in maniera ottimale.

 

Giornalmente si deve controllare la temperatura che dovrebbe attestarsi sui 25-26gradi per i Piranha.

Per l’accensione e lo spegnimento delle luci è preferibile avere un timer, questo per non alzare coperchi vari e generare rumori e vibrazioni, non graditi a pesci sensibili come i Piranha.

Fotoperiodo per piante poco esigenti almeno 7-8 ore, per specie esigenti anche 10 ore.

Alimentazione giovani esemplari, fino ai 13 cm due volte al giorno per poi passare con i sub-adulti 13-16cm ad una volta, mentre per gli adulti si dovrebbe rispettare un giorno o due di digiuno settimanale.

Sempre meglio alimentare i propri pesci per difetto e non per eccesso (fondamentale per longevità, salute e livrea).

Togliere sempre nel giro di pochi minuti, (3-5) il cibo non consumato.

 

Ogni 7 giorni cambio parziale del 20-25% con inserimento di biocondizionatore e riscaldatore per avere temperatura identica a quella della vasca, non creare mai sbalzi termici. (Ci sono situazioni in cui l'inserimento di acqua pi√Ļ fresca pu√≤ indurre la riproduzione, ma per adesso tralasciamo questo argomento).

Sifonatura leggera del fondo ( una volta ogni 15gg ).

Pulizia (per le spugne) o sostituzione (per lana di perlon) del materiale atto al filtraggio meccanico.

MAI toccare il supporto biologico (siporax o cannolicchi che dir si voglia).

Quando il filtro presenta chiari segnali di inefficienza, dovuta ad un eccessivo intasamento, sciacquare, utilizzando l’acqua della vasca, i siporax o altro materiale utilizzato per supporto biologico.

Questa operazione, non sempre necessaria, è da attuarsi con cautela per non distruggere la flora batterica, cuore del filtro.

Ricordarsi che tutti gli interventi con medicinali, causano un indebolimento, se non azzeramento, del filtro.

 

Se leggendo questo piccolo e veloce vademecum avessi ancora dei dubbi, (cosa normalissima) prova a cercare sul portale e vedrai che troverai le risposte che ti mancano.

 

Un saluto dallo staff di PIRANHAPORTAL.NET