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Impianto ad OSMOSI

Dettagli

Considerazioni preliminari

Importanza primaria per la salute dei nostri pesci e delle nostre piante, √® quella di riprodurre, per quanto possibile, un ambiente il pi√Ļ fedele possibile a quello del loro biotopo originale.
Particolare attenzione, necessitano quindi, i valori dell'acqua, specialmente Ph, Gh e Kh.
Questi possono essere modificati soprattutto attraverso i necessari (e frequenti nell'allevamento dei piranha) cambi d'acqua. Per evitare squilibrio della vasca o eccessive modificazioni di questi valori è di primaria rilevanza conoscere, attraverso i test, i valori dell'acqua di rubinetto con la quale effettueremo detti cambi.
Molto spesso, e soprattutto nei centri urbani, i valori di questa, si discostano nettamente da quelli ideali per l'allevamento dei pesci, soprattutto per la presenza di metalli pesanti e cloro; il Gh e il Kh sono eccessivamente alti; il Ph varia tra 7 e 8; la presenza, infine, di Sali inquinanti come nitrati, silicati e fosfati.
Per ovviare a questi problemi si è soliti miscelare l\'acqua di rubinetto con acqua di osmosi (RO), fino ad ottenere i valori desiderati.

 

Che cos'è l'acqua di osmosi e come si ottiene?

L'acqua di osmosi non è altro che acqua della rete idrica domestica filtrata e privata delle sostanze disciolte.
L\'osmosi inversa √® il processo in cui si forza il passaggio delle molecole di solvente dalla soluzione pi√Ļ concentrata alla soluzione meno concentrata ottenuto applicando alla soluzione pi√Ļ concentrata una pressione maggiore della pressione osmotica. In pratica, l'osmosi inversa viene realizzata con una membrana che trattiene il soluto da una parte impedendone il passaggio e permette di ricavare il solvente puro dall'altra. Questo fenomeno non √® spontaneo e richiede il compimento di un lavoro meccanico pari a quello necessario per annullare l'effetto della pressione osmotica.

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Ciò può avvenire grazie all'impianto ad osmosi inversa, cioè un impianto composto da una membrana semipermeabile e 1 o 2 pre-filtri (meccanico e a carbone attivo) e collegato ad un semplice rubinetto di casa.
L'acqua del rubinetto viene spinta a pressione, prima nel filtro a carbone attivo, che ha la funzione di eliminare il cloro dall'acqua che altrimenti rovinerebbe la membrana; poi nel filtro meccanico che trattiene impurità fino a 5 Micron, le quali, se non filtrate, ben potrebbero ostruire la membrana; ed infine attraverso la membrana osmotica che, a seconda della qualità , trattiene dall'80 al 99% di tutte le altre sostanze (Sali, metalli pesanti, batteri ecc..).
Alla fine del processo si ottengono 2 tipi di acque: il "permeato", ossia l'acqua demineralizzata da usare e un acqua di scarto, concentrata di tutte le sostanze filtrate, che và eliminata, oppure (per evitare inutili sprechi) utilizzata per annaffiare!!!!

Quale tipo di impianto?

Partiamo dal presupposto che tutti gli impianti ad osmosi non sono altro che un tubo di plastica con all'interno la membrana osmotica, la quale è il cuore dell'impianto.
Prima di concentrarvi su marche, modelli, pre-filtri ecc assicuratevi che la membrana sia di qualità !!! Attualmente la migliore è la TFC (Thin Film Composity) che, se ben curata, dura fino a 10 anni!!!!

Detto ciò, di impianti ad osmosi ne esistono fondamentalmente di 2 tipi la cui scelta è soggettiva:

  1. Impianti a bicchieri con pre-filtri ricaricabili

 

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  1. Impianti a cartucce con pre-filtri usa e getta

 

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Importante è invece scegliere un modello adatto alle proprie esigenze: infatti tutti gli impianti (a seconda della portata), siano essi a bicchieri o a cartucce, possono produrre dai 30 ai 300 litri di acqua al giorno. Personalmente ritengo che un impianto con una produzione media giornaliera di 150/200Lt sia sufficiente per la maggior parte degli acquariofili.

 

Installazione dell'impianto

L'installazione dell'impianto ad osmosi è relativamente semplice.
Innanzitutto, và premesso che, sarebbe opportuno collegare l'impianto in maniera permanente al rubinetto, posto che la membrana deve sempre rimanere umida per non comprometterne la sua funzionalità, pertanto l'impianto non và MAI svuotato.

Se non volete perdere l'uso del rubinetto ad esclusivo vantaggio dell'impianto ad osmosi è necessario acquistare un attacco fisso con deviatore ad innesto radipo per impianti di osmosi inversa e filettatura da scegliere a seconda del tipo di rubinetto:

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Installato il deviatore si procede al collegamento del pre-filtro mediante i tubicini e gli attacchi ad innesto rapido.

 

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Ora, prima di collegare il pre-filtro a carbone attivo alla membrana è necessario aprire l'acqua e far spurgare il carbone da tutti i residui (uscirà tutta acqua nera). Il filtro sarà pulito quando l'acqua che uscirà sarà limpida. Non facendo questa operazione si intaserà la membrana rovinandola per sempre!!!

Fatto ciò potete finalmente collegare il pre-filtro alla cartuccia in cui è la membrana, ovviamente sempre grazie agli innesti rapidi.

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L'impianto è pronto per essere attivato.
Resta solamente da collegare i 2 tubi di colore differente all'uscita dell'impianto; tubo nero per l'acqua di scarto, tubo blu per il permeato. E' impossibile invertire i tubi, poich√® l'acqua di scarto uscir√† in maniera pi√Ļ copiosa rispetto al permeato.
Ricordatevi di buttare i primi 25/30 Litri di permeato prodotto dall'impianto!!!!

 

Modifiche per un migliore uso

Come si intravede dalle foto, al mio impianto ho fatto qualche modifica per migliorarne le prestazioni.
L'impianto ad osmosi funziona grazie alla pressione della rete idrica esercitata sulla membrana osmotica. Questa deve essere, come da istruzioni dell'impianto, di almeno 3bar fino ad un massimo di 8bar.
Se la pressione d'uscita è bassa (fra 3 e 4 bar), come accade per chi abita in appartamenti ai piani alti, ci sarà uno spreco incredibile d\'acqua, posto che per ogni litro di permeato prodotto si sprecheranno dai 6 litri d'acqua in su. Questo è chiaramente inaccettabile.
Secondo vari tentativi da me effettuati, l'impianto lavora nel migliore dei modi con una pressione di circa 6 bar. In questo modo si ha il rapporto ideale di 1 litro di permeato prodotto ogni 3-4 litri sprecati; ottenendo lo stesso un permeato purissimo.
Come si fa per ottenere ciò senza spendere un capitale in pompe booster per aumentare la pressione?
Niente di pi√Ļ semplice...basta installare un riduttore di flusso ad innesto rapido sul tubo di uscita dell'acqua di scarto e un manometro, sempre ad innesto rapido, sul tubicino che collega il pre-filtro alla membrana osmotica.

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In questo modo, regolando la valvola del riduttore di flusso, si potrà vigilare in tempo reale sull'effettiva pressione di esercizio dell'impianto.

 

Automatizzazione dell'impianto

 

La cosa pi√Ļ fastidiosa dell'impianto ad osmosi √® ricordarsi di spegnerlo, altrimenti, da una parte si allaga la stanza, dall'altra si spreca tantissima acqua!!

 

Poichè non sempre si ha a disposizione il tempo necessario per restare a casa ed attendere il completo riempimento delle taniche mi è venuto in mente un modo facile-facile per automatizzare l'impianto.
In pratica si imposta un timer (volendo anche settimanale) e l'impianto fa tutto da solo: si accende, riempie le taniche e si spegne!

 

Allora, avete bisogno di:



    • 1 elettrovalvola con innesto rapido

 

    • 1 timer



Installate l'elettrovalvola fra il rubinetto dell'acqua ed il vessel del carbone attivo

 


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Impostate il timer ed il gioco è fatto!!!!!

 

Il mio impianto ci mette 4 ore precise per riempire una tanica di 25LT, quindi imposto il timer a 4 ore (dalle 15 alle 19) e quando torno a casa trovo la tanica riempita e, soprattutto l'impianto spento. Niente di pi√Ļ semplice ma efficace, vero?

 

Ecco l'immagine dell'impianto intero.

 


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Fondamentale √® ricordarsi di far passare i tubi in una posizione pi√Ļ elevata rispetto all'impianto, in questo modo, una volta che lo stesso si spegne, √® impossibile che l'acqua defluisca completamente e, quindi, la membrana restando bagnata, non
si seccherà , rovinandosi.

 


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Manutenzione dell'impianto

Inizio col dire che l'impianto ad osmosi và usato spesso (almeno 1 volta a settimana), al fine di risciacquare la membrana ed eliminare acqua stagnante ed insediamenti batterici.
Inoltre l'impianto non và MAI svuotato, per evitare che la membrana si rovini, seccandosi; per fare ciò è sufficiente portare i 2 tubi d'uscita al di sopra dell'impianto stesso oppure chiudere il "circuito" (mi si passi l'espressione) con un innesto rapido. In questo modo si lascia l'impianto pieno d'acqua e la membrana sempre umida.

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Per quanto riguarda la manutenzione dei pre-filtri a carbone attivo, è bene sostituirli ogni 4-6 mesi circa, così si evita che il cloro presente nell'acqua da trattare possa danneggiare irrimediabilmente
la membrana.

La membrana invece può durare anche 10 anni, a seconda dell'uso e della manutenzione che si fa.
Per accorgersi di quando è il momento di sostituirla è consigliabile effettuare periodicamente dei test chimici sul permeato prodotto.
Questi dovrebbero aggirarsi su questi valori:
- Conduttività = 30-80mS
- Ph = 5-6
- Gh e Kh = 0
Valori diversi da questi indicano che la membrana è da sostituire o che l'acqua da trattare è talmente carica di sostanze disciolte che l'impianto non ce la fa ad azzerarle. In ogni caso tali valori vanno tenuti sotto controllo al fine di poterne registare ogni variazione.

Prima di ogni uso è consigliabile far "girare" l'impianto per 5/10 minuti senza raccogliere il permeato prodotto, che potrebbe essere non del tutto puro.

Uso in acquario

Il permeato prodotto non può essere immesso direttamente in vasca, perchè troppo povero di sali ed aggressivo. Pertanto è necessario reintegrare il permeato delle sostanze indispensabili che sono state eliminate attraverso il trattamento.
Ciò può avvenire:

  1. Con appositi integratori
  2. Tagliando il permeato con l'acqua del rubinetto, avvalendosi, per il calcolo delle quantità , dello script "come abbassare il Gh o il Kh" presente in area "download".




 

Recensione effettuata da darkhawk830. Vietata ogni riproduzione, anche parziale, del testo e delle foto senza il consenso dell'autore o di piranhaportal. Tutti i diritti riservati.