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Ancistrus Sp.

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NOME SCIENTIFICO: Ancistrus. Pesce appartenente alla famiglia dei Loricaridi, data l’enorme diffusione da tempo in acquariologia, sta diventando molto difficile distinguere le varie specie, anche a causa di incroci che nel tempo aumentano la confusione, bisogna stare attenti però al nuovo modo sbagliatissimo di nominare comuni ANCISTRUS DOLICHOPTEURUS in ANCISTRUS LEUCOSTICTUS, specie molto rara e di difficile reperibilità anche da canali dedicati, specie che è quasi impossibile trovare dai nostri venditori.

ALTRE DENOMINAZIONI: Ancistrus gold (per gli albini) Altre nominazioni comuni che sconsiglio sempre di utilizzare (perché a volte anche ridicole): Pesce pulitore a ventosa, mangialegno .....

DISTRIBUZIONE: Centro/Sud America. Luogo specifico: Da Panama fino all'Argentina quasi tutto il Sudamerica del nord

DIMENSIONE: In natura fino a 15cm, in acquario 10cm.

MORFOLOGIA: Tipo CatFish, ventre largo e piatto di colore chiaro con squame coriacee sul dorso, sempre piatto dove spicca un pinna dorsale irta di spine. Particolarità della specie sono i barbigli vostosissimi negli adulti situati tra occhi e bocca nei maschi molto pronunciati e addirittura ramificati tipo corna di cervo. Ha una instancabile bocca a ventosa che funge anche da ancoraggio alle superfici.

LONGEVITA': 10 anni circa

LITRAGGIO: Minimo 100 lt. Da segnalare spiccata territorialità tra esemplari dello stesso sesso se litraggio inadeguato.

ARREDO: Classico tropicale, mediamente piantumato (meglio se altamente) con presenza di tronchi che gli fungono da nascondiglio. Per esperienza il mio si è scavato nel fondo al di sotto di un tronco una bella fossa che gli fa da casa. E' stato osservato che alcuni esemplari, in mancanza di apporti vegetali, possono cibarsi di piante, tipo Echinodorus.

TEMPERATURA: Data la sua enorme diffusione nel sud americana e centro americana vive a molteplici temperature. L’ideale sarebbe non superare i 24°, per la riproduzione è richiesto un repentino abbassamento della temp a 22° ( simulare la stagione delle piogge), ma personalmente lo sto allevando eggreggiamente anche a 26/27°. Non superere questi valori!

VALORI: PH: da 6.5 a 7.5 Gh: da 3 a 15 KH: da 3 a 8 No2: 0 No3: max 25

SPECIE COMPATIBILI: Quasi tutte, ovviamente da evitare predator fish come Piranha, Channa ecc. Da segnalare qualche problema non verificato con la convivenza con Discus, inquanto attrarrebbero l’Ancistrus con conseguente disturbo continuo degli stessi.

ALIMENTAZIONE IN NATURA ed IN ACQUARIO: In natura ha una dieta quasi totalmente vegetariana. In acquario invece, in giovane età segue sempre una dieta prevalentemente vegetariana, indispensabile sarà quindi la presenza in vasca di adeguata copertura algale altrimenti potrebbe iniziare a cibarsi delle foglie più tenere delle piante presenti. Ottimo e integrare saltuariamente con pezzetti di verdura sbollentata (ideale la zucchina e spinaci) e con compresse a base vegetale per loricaridi. In età adulta la sua dieta inizia progressivamente ad aumentare in componente proteica, tenete quindi conto di tale necessità iniziando a somministrare anche mangimi a base proteica, quindi svolge un ruolo a me personalmente molto gradito di consumare i granelli di cibo granulare che sfuggono agli altri pesci, facendo in modo da limitare moltissimo e quasi annullare il mangime in decomposizione che tanto incide sui valori dell’acqua.

RIPRODUZIONE: Difficoltà media, specie ovipera: le coppie si formano in genere spontaneamente partendo da un gruppetto di giovani esemplari, ciò nonostante facendo convivere forzatamente un solo maschio ed una sola femmina si riesce ugualmente quasi sempre ad ottenere una coppia attiva. In natura comunque non c’è monogamia e le coppie restano quindi tali solo per il tempo necessario all’accoppiamento ed alla deposizione, per poi sciogliersi. Per spingere gli adulti alla riproduzione oltre all’abbassamento della temperatura come accennato sopra, importante è aumentare le somministrazioni in frequenza ed in componente di cibo vivo/surgelato. VAOLORI CONSIGLIATI PER L’ACQUARIO RIPRODUTTIVO : - PH: 6,0 / 6,8 - GH: 2 / 10 °dGH - Temp.: 22 / 24 °C - Capacità minima: 50 litri netti TIPOLOGIA DI ACQUARIO RIPRODUTTIVO: Se le condizioni sono idonee e sono presenti adeguati nascondigli non è raro assistere alla deposizione degli Ancistrus anche in acquario comunitario, tuttavia per riuscire a salvare e portare all’età adulta un’alta percentuale di piccoli nati è consigliabile tentarne la riproduzione in acquario dedicato. Per una coppia è sufficiente una vasca di 50 litri netti arredata con fondo sabbioso, muschi (ad esempio Vesicularia dubyana), ed almeno una cavità idonea per la deposizione, ad esempio una anforetta per acquario o un mezzo guscio rovesciato di noce di cocco. LE UOVA: La schiusa avviene in circa 5 giorni. Appena nati i piccoli appaiono in forma larvale, appesantiti da un voluminoso sacco vitellino, il quale richiede diversi giorni per un completo riassorbimento, anche più di una settimana. Per tale lasso di tempo occorre quindi evitare di somministrare alimenti onde evitare inutili e pericolosi inquinamenti dell’acqua. Se lasciati in compagnia dei genitori in genere i piccoli non corrono pericolo, tuttavia consiglio la rimozione dei piccoli ed il loro spostamento in una vasca d’accrescimento dedicata, in modo da poterli seguire ed alimentare in modo migliore.

CONCLUSIONE: E' un pesce che non da problemi, a patto di prestare un po di attenzione all’arredamento e all’alimentazione. Come già detto evitate di inserirlo in vasche con predator fish inquanto non merita di fare la fine certa al quale lo condannereste. Molto positivo il fatto che le sue dimensioni lo fanno preferire a mio avviso al suo cugini plecostomus. Da segnalare l'ambiguità su alcune informazioni in riferimento al suo comportamento di vita, ovvero se specie diurna o notturna. Io ho potuto constatare che non è così marcata e non si può inquadrarlo in nessuna delle due, infatti va da periodi di attività diurna a periodi invece di attività notturna. Una nota sulla cattura, forse è uno dei pesci più difficili da far entrare in un retino, inquanto molo sfuggevole. A questo proposito consiglio di sfruttare i barbigli per farli incastrare tra la maglie e poi staccarlo a forza (sempre moderata e delicata ovviamente) da dove è ancorato con la sua bocca a ventosa. Considerare il fatto che è un pesce che sporca molto, io attualmente ne posseggo 3 in 450 lt netti, e sono giunto alla conclusione che sono troppi, appunto per il carico organico prodotto, pur facendo egregiamente il loro lavoro.

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