Schede

Osteoglossum Bicirrhosum

Dettagli

 

 

NOME SCIENTIFICO: Osteoglossum Bicirrhosum

ALTRE DENOMINAZIONI: Silver Arowana



DISTRIBUZIONE E LUOGHI D'ORIGINE: L’Osteoglossum Bicirrhosum è presente in tutto il bacino amazzonico e non è l’unica a nuotare in queste zone, vi è infatti anche l’Osteoglossum Ferreirai, particolarmente presente in Brasile nel Rio Negro in particolare..

DIMENSIONI:Fino a 120cm.

DESCRIZIONE E INFO: Il nome alla specie, nella sua attuale accezione “Osteoglossum Bicirrhosum”, fu dato per la prima volta nel 1829 da Cuvier; il quale si occupò dello studio di questi pesci predatori durante la sua permanenza in Sud America. Tuttavia sappiamo che questo fantastico predatore abita le acque del globo terrestre dall’ Era Cenozoica, sono stati infatti trovati numerosi reperti archeologici e fossili di Osteoglossum risalenti a 50/55 milioni di anni fa; ciò può render bene l’idea del perché venga tutt’oggi definito come un fossile vivente. La sua struttura ed il suo comportamento non sono come quelli della maggior parte delle specie di pesci conosciute; esso si è evoluto nel corso della storia per milioni di anni rendendolo un predatore estremamente efficace ed in cima alla catena alimentare del suo habitat acquatico. Basti pensare alla capacità di questo predatore di cacciare sia dentro che fuori dall’acqua compiendo salti verticali repentini per afferrare piccoli mammiferi e uccelli dai rami sovrastanti le acque amazzoniche.
In questa scheda, in particolare, non mi dilungherò tanto sull’habitat naturale e sulle abilità di caccia dell’Osteoglossum Bicirrhosum, quanto invece sulle caratteristiche principali osservate in cattività, sulle modalità di mantenimento che permettano di ospitare degnamente questo splendido pesce, sulla sua vita in acquario. Va ricordato infine che l’Osteoglossum Bicirrhosum fa parte di una grande famiglia di Jurassic Fish dal nome “Arowana”, presenti in larga misura nelle acque amazzoniche, asiatiche, africane e australiane. Nella scheda seguente troverete sovente l’utilizzo dei termini “Arowana”, “Osteoglossum” e “Osteoglossum Bicirrhosum”, usati come sinonimi malgrado si stia parlando soltanto degli esemplari amazzonici. Va inoltre ricordato che, sovente, viene anche chiamato “Silver Arowana” per la livrea argentea che caratterizza questa specie.
L’Osteoglossum Bicirrhosum è presente in tutto il bacino amazzonico e non è l’unica a nuotare in queste zone, vi è infatti anche l’Osteoglossum Ferreirai, particolarmente presente in Brasile nel Rio Negro in particolare.
Qui in successione trovate i principali punti di interesse nell’allevamento in cattività.



LONGEVITA': 15-20 anni.

LITRAGGIO: Qui si gioca gran parte del discorso Osteoglossum Bicirrhosum, più che un consiglio la REGOLA che permette di allevare un esemplare di Arowana amazzonica è quella di permettergli ampio movimento e un corretto spazio vitale. Sembrerà banale e risaputo, in realtà si tratta proprio del problema principale! 
Un Osteoglossum Bicirrhosum cresce nel primo anno di vita a vista d’occhio, per mia esperienza personale ho visto un Arowana di 10 cm divenire circa 50 cm nell’arco di 12 mesi. La vasca deve quindi essere dimensionata per permettere al pesce, una volta adulto, di vivere nelle condizioni a lui consone.
In questo caso, trattandosi di adulti che possono superare il metro (100 cm!!!!) di lunghezza occorre una vasca che sia lunga almeno tre volte la lunghezza dell’Arowana adulta e larga quanto basta per permettergli di girarsi e nuotare, ovvero più di 100 cm. Seguendo queste indicazioni probabilmente nessun acquariofilo potrà permettersi di ospitare un esemplare adulto di questo fantastico pesce. Tuttavia si parla di condizioni ottimali e difficilmente in cattività assisteremo al suo pieno sviluppo; di rado si vede un esemplare adulto tenuto in acquario superare i 70/80 cm, dimensioni in ogni caso di tutto rispetto.
Venendo alle dimensioni MINIME della vasca per ospitare questo fantastico predatore mi sento di porre come Cut-off gli 800 litri netti. Sebbene in molti mi daranno dell’esagerato posso assicurarvi che, allevando un Arowana in 1000 litri circa, l’ho vista sofferente. Non dimentichiamoci che oltre ad essere di dimensioni molto importanti si tratta anche di un pesce che di tanto in tanto ama nuotare, con qualche pinnata può compiere diversi metri ad una velocità impressionante. Qualunque vasca casalinga sarà stretta. Volendo cercare un paragone è come se un uomo dovesse vivere la sua vita all’interno di una stanza 2mt x 3. Vi posso assicurare che il paragone è lo stesso!



ARREDO E CARATTERISTICHE DELLA VASCA: Non risulta un aspetto decisivo nell’allevamento, si ricorda però che prediligono ambienti non fortemente illuminati e si consiglia di predisporre zone d’ombra o più buie per permettergli di stazionare a piacimento nelle aree scelte. Ho notato personalmente che apprezzano le piante in superficie sotto le quali stazionano a lungo.
Il filtraggio della vasca è un elemento estremamente importante da tenere in considerazione, lo è per tutte le specie allevate ma in particolare per pesci come questo data la tendenza a sporcare molto l’acqua. Il filtraggio deve essere necessariamente sovradimensionato e si consiglia l’utilizzo di grossi filtri esterni, nel caso anche ausiliari.
La corrente in vasca non deve essere forte, l’Osteoglossum Bicirrhosum predilige acque ferme o leggermente mosse. Per questo sconsiglio totalmente l’uso di pompe di movimento in vasca. In natura amano stazionare in superficie per la maggior parte del tempo e non si fermano in zone con forte corrente. Per quanto riguarda il Layout numerosi allevatori utilizzano vasche in solo vetro senza arredi, questo permette due principali vantaggi: più spazio per l’Arowana (non ne ha mai abbastanza), più pulizia della vasca e controllo dei valori. Non si tratta di un pesce per così dire “delicato” ma sarebbe bene ricreare in cattività le condizioni più simili possibile all’habitat naturale amazzonico per quanto riguarda i valori dell’acqua, mantenendo l’inquinamento molto basso al fine di permettergli una qualità di vita superiore. Per chi volesse una vasca arredata il consiglio è quello di rubare meno spazio possibile al nuoto posizionando qualche pianta robusta negli angoli posteriori. Io personalmente per mia esperienza sconsiglio totalmente l’uso di ogni sorta di legni, radici, ecc, se hanno una forma in grado di essere contundente. Va ricordato che spesso gli scatti durante il nuoto sono repentini e c’è alta probabilità che l’Arowana possa ferirsi se incontra ostacoli.
Va ricordato anche che sono abilissimi saltatori e che utilizzano il salto fuori dall’acqua in verticale come tecnica di caccia. Non è raro vederli utilizzare il fondo come perno per la spinta verticale, quindi anche il fondo non deve essere strutturato con rocce laviche o altri fondali taglienti.
NB. La vasca verrà predisposta con coperchi robusti e ben collocati. Molto spesso tendendo a saltare fuori possono spostare coperchi non fissati a dovere. Per esperienza personale occorre mettere dei pesi sopra la vasca in modo da mantenere stabile e fermo il coperchio. Impossibile tenere questi pesci in vasche aperte. A titolo di curiosità aggiungo che in natura gli esemplari adulti possono saltare più di 2 metri in verticale sopra il pelo dell’acqua durante la caccia.


TEMPERATURA: La temperatura della vasca dovrà essere stabile e compresa fra i 24°C ed i 28° C. 
Ho registrato che temperature più alte attivano l’Osteoglossum che risulta più nervoso e tende più spesso a sbattere contro il coperchio e a saltare, cosa da evitare dato che spesso può ferirsi ed in particolar modo alle lingue ossee poste sotto l’apertura della bocca; lingue che per altro sono caratteristiche della specie..
Attenzione agli sbalzi di temperatura, in fase di ambientamento e soprattutto gli esemplari giovani sono molto sensibili a Ichthyophthirius multifiliis (malattia dei puntini bianchi).

VALORI: Per quanto concerne i valori dell’acqua occorre rifarsi ai valori tipici del bacino amazzonico con caratteristiche chimico-fisiche dell’acqua recanti valori del Ph oscillanti tra il 4,5 e il 6,5, una durezza carbonatica (Kh) prossima ai 4,5° gradi e una durezza globale (Gh) vicina ai 5 gradi..

COMPATIBILITA’: La convivenza con altre specie può essere presa in considerazione solo qualora gli altri abitanti della vasca non siano di dimensioni adeguate per essere inghiottiti. L’Osteoglossum Bicirrhosum non risparmia nulla che possa entrargli in bocca.

ALIMENTAZIONE: Parlando di alimentazione l’Osteoglossum Bicirrhosum predilige in acquario come in natura il cibo vivo. In natura è un predatore molto abile e nella sua dieta vi sono piccoli mammiferi, pesci, insetti e uccelli che prende direttamente dai rami degli alberi alla sua portata. Potendo alimentare con cibo vivo esso risulta di gran lunga la scelta migliore, anche se eticamente non accettata da tutti. Il cibo vivo infatti mantiene vivo l’istinto predatorio, i sensi, le capacità di questo fantastico essere. Tuttavia, in acquario, con un adeguato lavoro da attuare nelle prime fasi di vita può essere somministrato cibo non vivo. 
Nello specifico se parliamo di cibo vivo (adeguatamente dimensionato): Grilli, Cavallette (attenzione che siano ben dimensionate o creano difficoltà digestive e in fase di ingestione dovute alle zampe posteriori), rane, pesci, camole del miele e della farina, piccoli roditori. 
Se invece vogliamo alimentare con cibo non vivo: cozze, pesce azzurro di tutti i tipi, pellets adeguati, cuore di bue, filetti di pesce, gamberetti, totani.
Il consiglio è quello di non sovralimentare questi pesci in quanto molto voraci..



RIPRODUZIONE E DIMORFISMO SESSUALE: Tutti gli esemplari di Arowana, inclusa quella amazzonica di cui stiamo parlando, sono incubatori orali maschili la cui prole ha una dimensione di circa 4/6 cm al momento del rilascio, che avviene anche dopo 60 giorni. Purtroppo è molto molto difficile la riproduzione in acquario, soprattutto per la proibitiva dimensione della vasca per ospitare l’accoppiamento. Tuttavia alcuni allevatori esperti sono riusciti nell’intento anche in cattività.

CONCLUSIONE E NOTE: Senza dubbio si tratta di un pesce dal fascino particolare, ospitare una creatura già presente (seppur con fattezze leggermente diverse) da più di 50 milioni di anni fa un certo effetto. E’ un Jurassic Fish e lo dimostra in ogni cosa che fa. E’ una specie che da immense soddisfazioni ma che richiede sforzi e capacità di cura non comuni: gestire un esemplare in vasca all’approssimarsi del metro di lunghezza non è cosa da tutti. Crescendo acquista un fascino che lascia a bocca aperta nel suo nuoto sinuoso che però sa incutere rispetto e timore. E’ un pesce che lascia di stucco e molto impegnativo, per questo consiglio a tutti gli interessati di acquistare uno dei numerosi libri di testo in commercio sulla specie o di informarsi ulteriormente prima di cimentarsi nel suo allevamento. Basti pensare che una delle principali cause di morte in cattività è data dal salto fuori dalla vasca (so di essere ripetitivo, ma attenzione a fissare i coperchi! Un Arowana di 70 cm può sfondare o spostare un plexiglass con una facilità incredibile, io ho trovato a terra coperchio e plafoniera distrutta). Un’altra cosa degna di nota riguarda la tendenza che ha l’Osteoglossum Bicirrhosum ad avere una patologia che porta l’occhio a sporgere dalle orbite. Pur non inficiando la vita in vasca del pesce risulta essere abbastanza comune e dovuto a due fattori principali: scorretta alimentazione e tendenza a guardare il fondo della vasca; infatti in natura questi pesci sono abituati a stazionare nella parte alta dell’acqua e ad osservare sopra di loro il passaggio di prede. In acquario questo è impossibile e sovente si impegnano nella ricerca sul fondo. La tendenza a guardare verso il basso porta così ad un fisiologico spostamento dell’occhio nelle orbite con la conseguente sporgenza; per ovviare a questo problema spesso si ricorre ad una pallina da ping-pong lasciata a galleggiare sul pelo dell’acqua ed in grado di attirare con il suo movimento costantemente l’attenzione dell’Arowana.
Sebbene spesso non sia sufficiente questo facile rimedio aiuta a mantenere l’attenzione verso l’alto e a contrastare la tendenza oculare alla sporgenza.
In conclusione vi invito ad acquistare Osteoglossum Bicirrhosum da esperti del settore e a porre un’attenzione particolare agli opercoli branchiali e alle pinne in qualità di migliori indicatori dello stato di salute del vostro esemplare di Arowana.