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Medauroidea extradentata

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ORDINE: Phasmodea

FAMIGLIA: Phasmatidae

GENERE: Medauroidea

SPECIE: Medauroidea extradentata

LUOGO DI APPARTENENZA: Vietnam

ALIMENTAZIONE: Come per la maggior parte dei fasmidi la pianta nutrice per eccellenza è il rovo, anche se questi insetti stecco possono essere alimentati pure con foglie di rosaceae, quercia ed edera. 

TERRARIO: Per ospitare questa specie occorrerà il solito fauna box  o vascone ikea opportunamente modificato con prese d'aria per evitare eventuali ristagni.
Non è necessario avere un substrato, anzi, il terrario risulterà piuttosto spartano in quanto basterà avere un barattolo\bicchiere con dell'acqua dove lasciare il gambo delle piante nutrici per prolungarne la durata.

TEMPERATURA ED UMIDITA': Questi insetti stecco non necessitano di particolari attenzioni per quanto riguarda questi due aspetti.
Le temperature casalinghe andranno più che bene (quindi dai 20°C in su), mentre per l'umidità basterà nebulizzare un paio di volte al giorno la teca.

RIPRODUZIONE: I Medauroidea extradentata sono molto facili da far riprodurre (non a caso oltre ad essere molto diffusi sono anche consigliati per tutti coloro che si vogliono avvicinare al mondo dei fasmidi).
Essi si riproducono solo ed esclusivamente partenogeneticamente dato che il maschio non esiste in questa specie. 
Le uova si presentano a forma di "botte" ed hanno un periodo di incubazione che varia da uno a tre mesi, a seconda della temperatura con il quale le si incuba ed una percentuale di schiusa che si avvicina al 90%.

Blaberus craniifer Black Wings

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ORDINE: Blattodea

FAMIGLIA: Blaberidae

GENERE: Blaberus

SPECIE: Blaberus craniifer Black Wings

LUOGO DI APPARTENENZA: Messico, Cuba, Repubblica Dominicana, USA

ALIMENTAZIONE: Come tutte le blatte anche questa specie si nutre un po' di tutto, in particolare di frutta e verdura, mangime in scaglie o in pellet per pesci e cibo secco (crocchette) per cani e gatti.

Per evitare lo sviluppo di muffe si possono inserir colonie di Trichorhina tomentosa (piccoli onischi tropicali detritivori) che provvederanno a rimuovere gli avanzi (nel caso in cui ve ne siano).

TERRARIO: Per l'allevamento di queste blatte si potrà utilizzare il classico fauna box oppure un vascone (vanno benissimo anche le classiche vasche in pvc e simili che si trovano all'Ikea) al quale verranno fatte opportune prese d'aria per evitare lo sviluppo di muffe ed acari. 

A differenza di altre blatte che possono essere allevate senza substrato il genere Blaberus ha bisogno di un substrato profondo diversi centimetri che può essere composto da torba, terriccio universale (non trattato), fibra di cocco o vermiculite (quest'ultima può essere mischiata con i substrati precedenti).

Oltre al substrato (fondamentale per le neanidi che fino allo stadio adulto avranno abitudini prevalentemente fossorie) sarà necessario inserire  cortecce (quelle di sughero per me son le migliori), i classici cartoni porta uova o i cartoncini dei rotoli di carta igienica piegati a V.

Questi verranno prevalentemente sfruttati dagli adulti (dato che perdono gran parte delle loro abitudini fossorie) come nascondigli.

TEMPERATURA ED UMIDITA': Queste blatte possono essere allevate alle temperature di casa, anche se sarebbe meglio non scendere mai sotto i 23\24°C per mantenerle riproduttive.

Invece per far risultare ottimali i valori di umidità occorrerà tenere il substrato sempre leggermente inumidito e dare una nebulizzata nelle ore più calde della giornata.

RIPRODUZIONE: Il dimorfismo sessuale di queste blatte non è dei più accentuati, generalmente i maschi sono leggermente più piccoli delle femmine.

Un altro metodo per valutare il sesso degli individui è quello di guardare l'estremità dell'addome:

-maschio:

-femmina:

Per quanto riguarda la riproduzione di queste blatte non vi è alcuna difficoltà, a patto che la temperatura e l'umidità siano ottimali e che si somministrino a giorni alterni (o meglio tutti i giorni) frutta e verdura.

Nel caso in cui ciò non avvenga è facile trovare ooteche in giro per la teca (questo significa che vi è stato un aborto dato che queste blatte sono ovovivipare).

Difficilmente si vedranno in giro per il substrato le neanidi visto che, come già detto in precedenza, esse hanno abitudini quasi prevalentemente fossorie, quindi, nel caso in cui si vogliano separare le neanidi dagli adulti per monitorarle meglio sarà opportuno controllare il substrato a giorni alterni.

Gromphadorhina portentosa

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ORDINE: Blattodea

FAMIGLIA: Blaberidae

GENERE: Gromphadorhina

SPECIE: Gromphadorhina portentosa

LUOGO DI APPARTENENZA: Madagascar

ALIMENTAZIONE: Come tutte le blatte anche le G.portentosa sono detritivore, quindi questo aspetto non dovrebbe essere un problema per il loro allevamento.

Come alimentazione bisognerà somministrare cibo secco quale crocchette per cani\gatti, mangime per pesci in scaglie, in pond-stick (molto apprezzati questi ultimi) o altri mangimi in pellett.

Oltre al secco (che non è sufficiente per l'allevamento di queste blatte) sarà utile integrare la dieta con frutta e\o verdura dalla quale gli insetti ricaveranno la giusta idratazione.

TERRARIO: La sistemazione di queste blatte dovrà tener conto del fatto che sono blatte in grado di arrampicarsi su pareti lisce (dal vetro alla plastica) e quindi è sconsigliato per ovvi motivi l'allevamento senza coperchio o zanzariera, a meno che non si cosparga il bordo della loro sistemazione di vasellina o olio periodicamente.

Come alloggio sarà possibile fornirsi di vasconi stile ikea modificati con apposite prese d'aria in zanzariera o lati e coperchio forati (i fauna box per questa specie sono sconsigliati a meno che tra il coperchio ed il recipiente non si metta una zanzariera o un panno in garza, dato che le neanidi sono in grado di passare attraverso le fessure del coperchio).

L'arredamento della vasca per questa specie può presentarsi molto vario, infatti queste blatte possono esser tenute sia senza substrato e con cartoni di uova come nascondigli (stabulazione spartana e molto funzionale), che con un substrato (come torba, fibra di cocco, terriccio universale non trattato ecc...) e cortecce come nascondigli (questa sistemazione ha di certo un maggior e miglior impatto visivo).

TEMPERATURA ED UMIDITA': Per quanto riguarda le temperature bisogna far una netta distinzione tra chi le alleva per il puro gusto di allevarle e chi punta solo ed esclusivamente ad un numero elevato di riproduzioni.

Nel primo caso basteranno le temperature di casa, ma in inverno le femmine di G.portentosa è probabile che smettano di riprodursi espellendo le ooteche (abortendole) se le temperature scendono sotto i 24°C a causa del rallentamento del loro ciclo vitale (il loro organismo non riesce a sopportare una gravidanza).

nel secondo caso invece le temperature non andranno tenute mai sotto i 26°C per avere delle riproduzioni costanti tutto l'anno (tali condizioni si possono avere mediante l'utilizzo di cavetti o tappetini riscaldanti).

Per l'umidità anche qui basta l'umidità presente nell'ambiente circostante, anche se c'è chi ritiene che tenendo il substrato leggermente umido le blatte siano più agevolate durante la fuoriuscita dalla muta (a livello personale però non ho mai riscontrato di questi problemi sia allevandole con substrato che senza).

RIPRODUZIONE:La riproduzione di questa specie non presenta particolari difficoltà.

Ha una riproduzione sessuata ed è caratterizzata dal fatto che è una blatta ovovivipara e che quindi mette alla luce neanidi già formate (dalle 20 minime alle oltre 50) che diventeranno adulte nel giro di alcuni mesi (il tempo potrà variare  in base alle temperature alle quali sono sottoposte).

Anche se sia adulti che neanidi possono convivere benissimo insieme, separando le neanidi in un contenitore a parte e delle giuste dimensioni, esse crescono più velocemente rispetto a quelle tenute insieme agli adulti e sub adulti (pur essendo stabulate alle medesime temperature).

ALTRE: Medesimo allevamento si ha per gli altri due generi delle Gromphadorhina:

-Gromphadorhina oblongata:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

-Gromphadorhina grandidieri:

Achatina fulica

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ORDINE: Polmonata

FAMIGLIA: Achatinidae 

GENERE: Achatina

SPECIE: Achatina fulica

LUOGO DI APPARTENENZA: Continente africano

ALIMENTAZIONE: E' un animale che si nutre praticamente di qualsiasi frutto o verdura, ma per quanto riguarda la mia esperienza mi son trovato molto bene ad alimentare le mie A.fulica con lattuga, cetrioli, zucchini e di tanto in tanto qualche frutto.

Molto importante da tenere in considerazione per questi simpatici animaletti è la somministrazione di calcio giornaliera che è alla base per far crescere in modo corretto il guscio; per far ciò non occorre far niente di che, basterà lasciare sempre a disposizione degli animali un osso di seppia e loro stessi si regoleranno per assumerne il giusto apporto (importante è che una volta consumato tutto l'osso di seppia esso sia sostituito con uno nuovo).

Un piccolo accorgimento deve essere quello di rimuovere gli avanzi in caso ce ne siano, così da frenare l'insorgere di marciumi, muffe e\o acari.

TERRARIO: Per un solo esemplare o per una coppia può andare bene un fauna box di quelli che si trovano anche nei negozi di acquariologia e terraristica, altrimenti come altra soluzione (a mio avviso molto più comoda e pratica) vi sono i classici vasconi ikea.

In entrambi i casi però la sistemazione scelta deve presentarsi con almeno 15cm di substrato (torba o terriccio universale non trattato vanno benissimo) il tutto inumidito (mai fradicio) con regolari nebulizzate.

E' sconsigliabile la riproduzione di qualunque biotopo per questi animali, in quanto sarà letteralmente smantellato in breve tempo, rendendo la manutenzione praticamente impossibile.

molto più pratico è l'allestimento classico e spartano con al massimo un tronco o corteccia (appositamente sterilizzato) per arredare un minimo l'ambiente che ospiterà questi animali.

E' fondamentale per evitare l'insorgere di patologie o anche solo di acari cambiare il substrato una volta a settimana circa (tempo indicativo in base al numero di abitanti che avrà il fauna box ed alle dimensioni degli abitanti stessi).

TEMPERATURA ED UMIDITA': Per quanto riguarda le temperature basteranno le classiche temperature casalinghe a patto che non scendano sotto i 24°C circa (in quensto modo questi gasteropodi riusciranno a restare attivi tutto l'anno).

Nel caso in cui invece le temperature si aggirino intorno ai 20°C il loro metabolismo si rallenterà e gli animali cadranno in una sorta di letargo rimanendo "chiusi" fino all'arrivo di temperature più ottimali.

Come umidità la maggior parte di essa sarà data dal substrato inumidito grazie a nebulizzazioni giornaliere (mi permetto di ribadire che il substrato deve sempre esser umido, ma mai fradicio).

RIPRODUZIONE: La riproduzione è senza dubbio uno degli aspetti più interessanti in questa specie.

essi infatti sono ermafroditi incompleti (vale a dire che in loro è presente sia l'apparato riproduttore maschile che femminile, ma per riprodursi necessitano di un altro individuo).

In genere le A.fulica raggiungono la maturità sessuale una volta raggiunti gli 8-10cm di guscio.

L'atto della riproduzione per questa specie può essere molto lungo e durare anche più di un'ora, non c'è da stupirsi se si vedono accoppiare anche il giorno dopo o il medesimo giorno in qunto vorrebbe dire che nell'arco di 2-3 settimane deporranno entrambi gli esemplari.

Per deporre le A.fulica scaveranno fino alla fine (o quasi) del substrato per poi cadere in una sorta di fase rem ed iniziare a deporre.

La quantità di uova prodotte da un individuo può variare da una settantina  a svariate centinaia di uova in base alla grandezza dell'animale.

Una volta finita la deposizione sarà opportuno spostare delicatamente le uova in un altro contenitore che avrà come substrato lo stesso presente nel fauna box o vascone dei genitori.

La schiusa delle uova sarà strettamente legata alle temperature circostanti, o alle quali sono incubate (più sono elevate e più in fretta schiuderanno); si parlerà comunque di  tempi relativamente brevi (settimane), quindi sarà meglio pensare prima al da farsi sulle mini achatina che nasceranno data la loro alta percentuale di schiusa (intorno al 90%).

Se non volete essere invasi bisognerà rendere "inoffensive" le uova in eccesso mettendole in freezer, in forno o anche semplicemente  non togliendole dal sito di deposizione (in questo modo una volta schiuse la maggior parte delle achatina sarà cannibalizzata dagli adulti, e se ne salverà solo una piccola parte).

Una cosa assolutamente da evitare è il buttare via le uova o lasciare i piccoli in natura perchè anche se non resisterebbero agli inverni rigidi presenti in Italia potrebbero comunque recar gravi danni all'habitat nel periodo di tempo che vi è prima dell'abbassamento delle temperature.